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Regione Lazio. Mauro Buschini eletto presidente del consiglio regionale del Lazio; il suo discorso di insediamento

17 aprile 2019

Mauro Buschini, 41 anni, di origini ciociare essendo nato ad Alatri, è stato eletto oggi presidente del consiglio regionale del Lazio; di seguito riportiamo integralmente il suo discorso di insediamento:

“Care colleghe e cari colleghi,

poco fa ho deciso di scrivere qualche appunto, sapendo che l’emozione avrebbe avuto sicuramente la meglio ed iniziando a scrivere ero partito, come negli ultimi sei anni, dal “grazie Presidente….” Poi ho realizzato…. E cambiato con “grazie care colleghe e cari colleghi” grazie.

Per il grande onore, per la fiducia che mi avete riconosciuto. Sono consapevole della responsabilità e del significato politico ed istituzionale, che onorerò con tutto me stesso per chi ama la politica, si batte per il rispetto delle Istituzioni, perché siano sempre più utili alla difesa degli interessi collettivi, questa funzione riempie di orgoglio e responsabilità.

Sarò un presidente garante, arbitro assoluto, imparziale nell’organizzazione e nella gestione di quest’aula, facendo del dialogo, del rispetto delle posizioni altrui, del confronto tra idee differenti, la via maestra.

Sarò primo tifoso dell’Istituzione Regione perché questo luogo possa dare voce sempre più a chi non ce l’ha, attraverso un legame sempre più forte con le nostre comunità.

Voglio ringraziare il presidente Nicola Zingaretti. Con lui tutti noi abbiamo intrapreso un percorso di cambiamento ed in questi anni abbiamo, insieme, trasformato questa regione, resa affidabile verso i cittadini.

Un lavoro al quale nessuno, maggioranza e opposizione, ciascuno con le proprie posizioni, ha fatto mancare il proprio apporto, in questa legislatura come in quella passata. Al Presidente ed a tutta la giunta l’augurio e l’impegno di proseguire con questa grande collaborazione e comunità d’intenti.

Anche il Consiglio è cambiato, centrando obiettivi legislativi e finanziari straordinari, impensabili anni fa, riuscendo molto spesso ad essere un punto di riferimento nazionale per altre Assemblee legislative.

Per questo voglio ringraziare, senza alcuna retorica, il presidente uscente, Daniele Leodori ed un grande in bocca al lupo per la prestigiosa funzione che svolgerà.

Un grazie al politico, ma soprattutto all’uomo perché in sei anni da presidente ha segnato un percorso, uno stile, un nuovo modo di interpretare e governare la Presidenza che rappresenta un punto di non ritorno e per me un modello da seguire.

Dialogo, umiltà, correttezza assoluta e rispetto dei ruoli e delle garanzie di ciascun consigliere e gruppo sono stati i binari su cui Daniele ha condotto il Consiglio e sui quali io desidero proseguire con l’aiuto di tutti voi, dell’ufficio di presidenza e delle strutture del Consiglio regionale.

Anche qui, senza alcuna retorica, grazie al personale, ai dipendenti del nostro consiglio, alla loro professionalità e competenza, che mi colpì appena entrato a far parte di questa assemblea e senza le quali tante cose non avremmo potuto realizzarle.

Grazie alle colleghe, ai colleghi del gruppo del Pd che ho avuto l’onore di presiedere in questo anno e da cui ho avuto sostegno, confronto leale e che molto mi hanno insegnato.

Viviamo una società che viaggia ad una velocità straordinaria e con essa le trasformazioni, le opportunità e la nascita di problemi nuovi ai quali spesso non siamo arrivati preparati. Permangono disuguaglianze alle quali le Istituzioni, in primis quest’Aula, possono e debbono dare risposte, perché questa sia sempre più la regione dei diritti, delle opportunità e del merito. Una Regione che deve essere motore per il Paese, all’interno di una casa comune che si chiama Unione Europea che noi, per primi, possiamo e dobbiamo cambiare, anzi direi ristrutturare mettendo al centro il ruolo, i bisogni delle persone e delle comunità.

Siano le Istituzioni, con la loro forza ed il loro prestigio, il riferimento al quale rivolga lo sguardo pieno di entusiasmo un giovane che vuole affermarsi con il proprio talento, un operaio che teme per il suo lavoro, una mamma che si preoccupa per la sua famiglia.

Insieme possiamo continuare questo lavoro.

Lasciatemi rivolgere un pensiero alla mia famiglia, a chi facendone parte da poco l’ha resa straordinaria, alle tante persone che hanno attraversato la mia vita personale e politica, che spesso si intrecciano in maniera inscindibile.

A voi tutti, colleghe e colleghi, grazie”.

 


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