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Anagni. Daniele Tasca: "le mie dimissioni non hanno niente a che fare con l'incompatibilità; chi mi succederà, farà del suo meglio per il bene del nostro paese"

14 aprile 2019

"Dopo 10 mesi in consiglio comunale ho rassegnato nei giorni scorsi le mie dimissioni. Sono stati per me 10 mesi lunghissimi, vissuti con orgoglio per il ruolo illustre di consigliere, vissuti con la speranza di portare la mia esperienza di amministratore al servizio della mia città e degli anagnini": è quanto si legge in una nota inviata a questa redazione dal dott. Daniele Tasca, fino a pochi giorni fa consigliere comunale per il gruppo politico di "Anagni Terra Nostra".
"È difficile - continua il dott. Tasca - spiegare le ragioni che portano un uomo a lasciare un sogno per cui ha combattuto per mesi e mesi, per cui ha subito contrasti e umiliazioni nel proprio lavoro ed è stato messo in discussione perfino nell’ambito professionale, solo per un diverso colore politico o per non essersi assoggettato al potere predominante. Lettere anonime da nemici e attacchi alla luce del sole da pseudo amici sono soltanto due esempi. Le mie sono dunque motivazioni strettamente personali, non politiche e men che meno amministrative: il mio ruolo di dirigente regionale, che era e resta compatibile con quello di consigliere comunale, non è dunque il motivo delle mie dimissioni.
Sento tuttavia di non aver dato tutto e sono sicuro che Tony Necci, che mi succederà, farà del suo meglio per il bene del nostro paese, così come mi auguro che faccia ogni consigliere, di maggioranza e di minoranza, per il bene di tutte le persone, di ogni singola persona, di tutta la persona. E’ il momento di lasciare da parte ogni egoismo di fazione, e di scegliere l'unità nel buon governo. Al sindaco auguro con tutto il cuore di diventare il più bravo legale rappresentante che Anagni abbia mai avuto perché questo significherebbe una rinascita della nostra città.
Ringrazio tutti quelli che mi hanno sostenuto, la mia coalizione Anagni terra nostra, e i quasi 4000 concittadini che hanno creduto in me. Infine voglioesprimere un grazie speciale ad Alfredo Pallone e Mimmo Beccidelli senza i quali il sogno non avrebbe mai avutoinizio.
Affrontiamo il nostro futuro come un uccelli che sente il ramo su cui é poggiato spezzarsi, ma continua a cantare perché sa di avere le ali."


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Il capogruppo di Anagni Terra Nostra Daniele Tasca, candidato a sindaco della coalizione battuta al ballottaggio da Daniele Natalia, firma la mozione presentata dal Movimento 5 Stelle per far entrare il Comune di Anagni nel circuito SPRAR, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, servizio del Ministero dell'Interno che in Italia gestisce i progetti di accoglienza, di assistenza e di integrazione dei richiedenti asilo a livello locale. Il gesto provoca una fibrillazione con il gruppo di Casapound, che aveva rappresentato il partito di maggioranza della coalizione proprio di Tasca. Il leader di Casapound Anagni Valeriano Tasca si dichiara “sconcertato per la decisione nella quale non ci riconosciamo assolutamente”. Chiarendo di aver già creato un gruppo autonomo in consiglio. Se non è una spaccatura, poco ci manca. Tutto è successo ieri, quando, come detto, il MoVimento 5 Stelle ha presentato presso il Comune di Anagni una mozione per chiedere l'ingresso del Comune nel sistema dello SPRAR. Un modo per far sì che a gestire la presenza dei rifugiati in zona siano i Comuni e non solo la Prefettura. Fino ad ora infatti ad occuparsi della vicenda era appunto la Prefettura con il sistema dei CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) che di fatto poi bypassavano il sistema dei Comuni. Spesso provocando tensioni tra i Comuni e la Prefettura. Secondo i 5 Stelle, l'adesione allo SPRAR permetterebbe al Comune di gestire direttamente il flusso dei rifugiati, consentendo