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Niente carcere per Franco Fiorito, ex sindaco di Anagni. "Graziato" al photofinish: al momento della condanna in Cassazione dell’ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio (2 anni e 11 mesi) la legge «Spazzacorrotti» non era stata approvata

28 marzo 2019

Niente carcere per Franco Fiorito, ex sindaco di Anagni ed ex consigliere provinciale e regionale: condannato in via definitiva lo scorso settembre per peculato a due anni, 11 mesi e 15 giorni di reclusione, "Er Batman" di Anagni - questo il soprannome con il quale è balzato agli onori della cronaca - non farà neanche un minuto di carcere. E potrà riaffacciarsi in politica; la legge Spazzacorrotti - che contiene le misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, le norme sulla prescrizione del reato e sulla trasparenza dei partiti e movimenti politici - lo lascia fuori. Fiorito è stato condannato in Cassazione lo scorso 11 settembre, data nella quale la legge «Spazzacorrotti» è ancora in discussione davanti al Parlamento. La difesa ha infatti chiesto ed ottenuto la messa in prova con i servizi sociali, in linea con la prassi dell'epoca, in quanto Fiorito era condannato a meno di quattro anni di carcere, limite sotto il quale l'ex politico, assistito dall’avvocato Carlo Taormina, ha diritto a chiedere il provvedimento alternativo ai giudici della sorveglianza. Che prenderanno in esame le proposte solo dopo l’estate.
La legge "Spazzacorrotti", insomma, non spazza via tutto. La procura generale della corte d’appello di Roma, almeno, ha ritenuto che non debba essere applicata su Fiorito, applicando - invece - la vecchia legge del regolamento penitenziario che di fronte a pene inferiori ai quattro anni sospendeva la condanna al carcere in favore dell’affidamento ai servizi sociali. Di contro la Cassazione, come principio generale, sosteneva che le sospensioni degli ordini di carcerazioni potessero essere riviste retroattivamente. In un primo momento la legge "Spazzacorrotti" è stata considerata retroattiva nell’applicazione della pena. Poi però i giudici hanno fatto prevalere il principio che ha permesso la sospensione dell’esecuzione della pena per Fiorito. Una linea che ha salvato l’ex capogruppo dal carcere.

 

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