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Ferentino. La nota del consigliere Maurizio Berretta (Lega): "il Partito Democratico vuole le dimissioni della Raggi ma dimentica di farle dare ad Antonio Pompeo"

"Se la Raggi deve rispondere politicamente dei comportamenti di De Vito perché Pompeo non deve farlo per quelli di Riggi?" - 21 marzo 2019

"Soltanto 79,5 km è la distanza tra le sedi dei Comuni di Ferentino e di Roma ma per il PD evidentemente sono distanti anni luce"; ad affermarlo - in una  nota inviata a questa redazione - è il consigliere della Lega Maurizio Berretta. "Ieri mattina - spiega Berretta - dopo la notizia dell'arresto per tangenti di Michele De Vito, Presidente del Consiglio comunale di Roma, sono arrivate le prese di posizione dei dirigenti del Partito Democratico; eccole, riportate di seguito:

Bruno Astorre – Segretario regionale Pd: "La Raggi riferisca in aula. Garantismo e rispetto per il lavoro della magistratura così come per chi è coinvolto nei procedimenti messi in atto dagli inquirenti. Questi sono i binari su cui si muove e muoverà il Partito Democratico che chiama però la sindaca Raggi alle responsabilità politiche e amministrative pesanti e gravi per la città Capitale d'Italia”;

Mariano Angelucci Vice Segretario Pd Roma: “Noi garantisti sempre, ma Raggi si dimetta”;

Giulio Pelonzi Capogruppo Pd in Consiglio: "Se Raggi non accoglie il nostro invito a liberare Roma e a dimettersi, pensiamo a una mozione di sfiducia per lei”;

Comunicato Pd capitolino: “Possibile che tutto avvenga sempre a sua insaputa? Possibile che si fidi sempre di persone poi accusate di fatti così gravi?... Per questo, chiediamo alla sindaca di fare un passo indietro e dimettersi… Non per le conseguenze dell'inchiesta, sui cui farà luce la magistratura ma per la sua incapacità, politica e amministrativa, di scegliere i collaboratori”;

"Quindi - prosegue Maurizio Berretta - il Partito Democratico del Lazio e di Roma ai suoi massimi livelli prende una chiara posizione, la Raggi deve dimettersi perché ha il dovere di assumersi la responsabilità politica e amministrativa del comportamento di un esponente della sua maggioranza. Il PD di Ferentino, di cui il nostro sindaco e Presidente della provincia Antonio Pompeo è il massimo esponente che fa? Antonio Pompeo, liquida la grave vicenda locale, cha ha portato all’arresto di un suo Consigliere comunale, il più votato della sua maggioranza e delegato al project del cimitero, come una "marachella" di un singolo... eppure, sia Roma che Ferentino, condividono in questa vicenda, la corruzione con tangenti per lavori pubblici, a Ferentino l'accusa al più votato tra i consiglieri di Pompeo ha un'aggravante terribile: oltre alle tangenti stesse c'è l'accusa di presunte infiltrazioni malavitose/camorristiche".
A questo punto, Berretta si rivolge ai vertici del PD: "Pompeo e la Raggi si devono dimettere entrambi o restare in sella? Se la Raggi deve rispondere politicamente dei comportamenti di De Vito perché Pompeo non deve farlo per quelli di Riggi? Nel Pd sono bravissimi quando pensano di rimpossessarsi del potere, ma meno bravi quando lo devono cedere. Se invece si preoccupassero delle istituzioni, della trasparenza amministrativa, dovrebbero avere lo stesso atteggiamento. Visto che il sindaco Pompeo non vuole dimettersi io mi rivolgo a Astorre, Angelucci, Pelonzi, e a tutto il Pd del Lazio: spiegate a Pompeo che deve dimettersi per le stesse motivazioni per cui lo chiedete alla Raggi? Un iscritto al partito dovrebbe obbedire alle regole prima di altri". Conclude, infine, Berretta: "mi aspetto dal PD  comportamenti coerenti in caso contrario dimostrerebbe di avere una doppia morale: quella di essere rigoroso con gli altri e indulgente con i suoi".


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Di seguito riportiamo la risposta del sindaco di Ferentino Antonio Pompeo alla nota del consigliere comunale Maurizio Berretta pubblicata oggi sul nostro giornale:
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