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Politica, Anagni. Il Partito Democratico prova a ripartire; intervista al commissario reggente del circolo cittadino Francesca Cerquozzi: "presto il congresso per dare al circolo una classe dirigente coesa"

24 gennaio 2019

Il Partito Democratico torna a farsi sentire in quella che è stato il primo passo verso una ricostruzione ormai necessaria dopo la frammentazione troppo netta di questi ultimi anni e le sconfitte in campo elettorale che hanno visto il partito, oggi guidato dal segretario Maurizio Martina, passare dal primo partito italiano a un partito di opposizione verso il quale gli elettori hanno perso fiducia.
La nomina di Francesca Cerquozzi, appassionata e brillante, a segretario reggente del circolo di Anagni ha rappresentato - almeno in città - un nuovo inizio, ma c’è ancora molto da lavorare e la ristrutturazione si preannuncia complessa e dolora. Oggi abbiamo intervistato proprio Francesca, che ci ha parlato del futuro del Partito Democratico e di come bisogna intervenire per riacquistare forza e credibilità agli occhi degli elettori e dell’opinione pubblica.
 
Qual è, allo stato dell’arte, la situazione politica del Partito Democratico ad Anagni?
Riconosco che non è semplice per un circolo subire un commissariamento e contemporaneamente non è semplice per i suoi iscritti fare politica in un circolo commissariato. Lo dico e lo riconosco perché anche io, da iscritta al circolo di Veroli, ho conosciuto la fase commissariale. Dico questo consapevole, però, che il commissariamento non è mai una punizione o un atto inconsulto ma è l’estrema ratio per rilanciare l’azione politica in un circolo fortemente in difficoltà.
Con questo spirito ho interpretato il commissariamento nel mio circolo e con questo spirito svolgo il mio lavoro da commissario di Anagni.
Lavoro complesso iniziato con la consapevolezza dello scetticismo che albergava in parte degli iscritti che già venivano da una bruciante sconfitta elettorale.
Oggi lo possiamo dire: l’esordio non è stato facile ma, fortunatamente, il buon senso, la nostra comune appartenenza politica e il conoscerci meglio ha consentito pian piano a tutti noi un reciproco riconoscimento e apprezzamento che ci ha messo nelle condizioni di lavorare al meglio. Oggi, dopo il Congresso Regionale, la fase del tesseramento e la riunione di Circolo per il Congresso Nazionale registro un bel clima, un’importante partecipazione ed buon numero di nuovi iscritti.
 
Che tipo di rapporto c’è tra l’attuale rosa che lei ha appassionatamente ricomposto e la rappresentante in consiglio comunale del Partito Democratico?
Uno degli obiettivi principali che mi sono posta in questi mesi è sicuramente quello di  organizzare tutte le forze per fare un’opposizione forte all’Amministrazione Natalia.
Sandra Tagliaboschi sta facendo un ottimo lavoro ma deve essere supportata da tutti noi, da tutto il Partito Democratico.
Su questo tema era fondamentale provare a ritrovare un clima sereno e disteso all’interno della comunità democratica di Anagni. È importante riconoscere, infatti, che in questa particolare fase politica, i nostri principali avversari sono la destra sovranista e populista e non le incomprensioni che talvolta ci caratterizzano.
 
Fino a quando lei resterà in carico in qualità di reggente della sezione anagnina?
Siamo tornati nelle piazze e nelle strade della città, abbiamo avvicinato nuove persone, abbiamo svolto il congresso regionale e ci accingiamo a celebrare quello nazionale.
Il clima mi sembra più disteso e i rapporti tra i dirigenti di questo circolo meno tesi, credo quindi che insieme abbiamo fatto un buon lavoro e che siamo pronti per fare un ulteriore passo in avanti.
Da commissario spero si possa celebrare al più presto il congresso cittadino e dare al circolo una classe dirigente coesa che sappia guidarlo nel migliore dei modi.
 
Qual è il futuro del Partito Democratico Anagnino? C’è una possibilità di confronto con le altre forze politiche di centrosinistra per tentare una riscossa insieme magari al prossimo appuntamento elettorale?
 
Subito dopo la nomina mi sono messa a lavoro iniziando a contattare e poi ad incontrare personalmente tutti quelli che si sono spesi negli anni per il PD anagnino.
Avevo bisogno di rendermi conto personalmente e senza racconti di terzi di quello che era successo ad Anagni negli ultimi mesi.
Il PD, in una situazione delicata come quella che stiamo vivendo sia a livello nazionale che locale, deve aprirsi, deve essere un Partito inclusivo e dialogare con le altre forze del centrosinistra.
Per questo ho incontrato diversi esponenti civici locali per un confronto schietto e sincero.  Senza nessuna strategia o dietrologia perché il PD è una forza fondamentale per la ricostruzione del centrosinistra anagnino e perché chiunque si riveda nei valori della nostra comunità deve sentirsi libero di discutere con noi.
Spero davvero che il centrosinistra torni ad essere compatto e a correre insieme per tornare al governo della città.
 
Il risultato delle elezioni amministrative del 2018, secondo Lei, è stato più un merito della compagine che accompagnava l’attuale sindaco o dei demeriti del Partito Democratico?
 
Sicuramente noi abbiamo sbagliato qualcosa. Le divisioni interne e i personalismi che spesso ci caratterizzano sono state deleterie ma il vento populista e ultra-sovranista era troppo forte per essere contrastato. Ma si può e si deve ripartire!
 
Il 3 marzo 2019 si terranno le primarie del Partito Democratico; qual è l’orientamento della sezione da Lei capitanata?
 
Questo lo decideranno gli iscritti e i simpatizzanti da parte mia ci sarà tutto l’impegno necessario a garantire la buona riuscita del congresso. Abbiamo svolto pochi giorni fa la riunione di circolo e, come dicevo prima, c’è stata un’importante partecipazione. Per le primarie del 3 marzo che eleggeranno il nuovo segretario nazionale mi aspetto un’affluenza ancora maggiore che potrà contribuire a rilanciare l’azione politica del circolo.
 
 

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