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Anagni. "Triste prendersela con i “predecessori” quando non si hanno argomenti per replicare"; Felli, Bassetta, Pampanelli e Cecilia replicano alle critiche di Davide Salvati, consigliere comunale, e del sindaco Daniele Natalia

22 gennaio 2019

"La vera tristezza – purtroppo – è quella di una politica che, quando non ha argomenti per replicare, se la prende sempre con i “predecessori”. La speranza è sempre quella che i giovani in politica portino qualcosa di nuovo e di diverso, invece – spesso – non fanno che perpetrare atteggiamenti appassiti e stantii: la colpa è sempre di chi c’è stato prima di noi"; inizia così la nota inviata a questa redazione da Alessandra Cecilia, Simona Pampanelli, Fausto Bassetta e Giuseppe Felli, in risposta a quanto affermato nei giorni scorsi in sede di conferenza stampa dal consigliere comunale Davide Salvati e dallo stesso primo cittadino Daniele Natalia. "In questo caso forse no - si legge ancora nella nota - il richiamo all’autocritica è quanto mai opportuno e calzante con la gestione della materia dei bandi europei da parte dell’Ente Comune di Anagni. Si è parlato di una parentesi triste e di tentativi malriusciti: e in effetti è così. Ad Anagni la materia dei bandi europei non era mai stata neanche sfiorata da anni e anni di amministrazioni del XXI secolo, comprese quelle che oggi annoverano parecchi amministratori locali in carica. Ora si ripercorre un itinerario già tracciato, almeno dal punto di vista materiale (come è stato sottolineato), confermando la validità del precedente approccio amministrativo (pur sempre triste), che c'è stato dopo nessuna iniziativa nel settore. È interessante anche sottolineare l’affermazione fatta circa la mancanza di risorse specializzate nella delicata materia dei bandi europei e regionali che costituirebbe una vera e propria lacuna per gli enti locali, alla quale si pone rimedio affidando all’esterno l’attività e non potenziando le risorse umane e organizzative interne, magari con un’adeguata formazione (è come dire, esternalizziamo tutta l’attività amministrativa, lasciando all’interno dell’Ente “terra bruciata”). Lasciamo languire l'Ufficio Europa del Comune, struttura intersettoriale costituita con risorse interne (la seconda - sempre triste - precedente esperienza amministrativa) e affidiamoci direttamente a società esterne, tanto non vale la pena far crescere l'Ente Comune, che è di tutti e non appartiene a privati. Per quanto riguarda l'affermazione "zero euro" è - quanto meno - ingenerosa, poiché per i fondi europei esiste anche l'attività di compartecipazione, fatta di propulsione, coprogettazione e sostegno istituzionale, con la quale il Comune ha contribuito alla crescita del territorio, con le sue istituzioni, le sue associazioni ed altro ancora. Tutti sanno che siamo nel periodo di programmazione 2014-2020, quindi nella sua finale, durante la quale saranno messe a bando tutte le risorse ancora non impiegate e disponibili (e sono tante), soprattutto per il sociale. Che il “decisore politico”, poi, formi un consigliere comunale( del.123 del 5/10/18), anziché un amministrativo,nelle materie di competenza è una nota decisamente innovativa, ma sarebbe il caso di precisare con quali risorse finanziarie, perché quelle previste per la formazione sono dedicate ai dipendenti dell’Ente, come previsto dal bilancio comunale.
Ma questi sono argomenti di dibattito istituzionale tra maggioranza e opposizione che sicuramente non tarderanno. Speriamo di cuore (soprattutto per la città) che ci sia questo cambio di passo e mettiamo da parte le infinite polemiche con chi ci ha preceduto (anche perché non portano bene). Un sentito augurio per fare e fare bene!".


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