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Anagni. L'opposizione insorge sulla vicenda giudiziaria riguardante l'assessore Simone Pace: "tegole di immoralità che sempre più pesantemente sporcano questa maggioranza"

9 gennaio 2019

A seguire pubblichiamo la nota inviata a questa redazione dai consiglieri di minoranza Di Giulio Nello per il gruppo Anagni Cambia Anagni, Ferretti Gianluigi per il gruppo Idea Anagni, Fioramonti Fernando per M5S, Tagliaboschi Sandra per coalizione Noi per la Città, Tasca Daniele per coalizione Anagni Terra Nostra, Tasca Valeriano per gruppo Casapound.


Anche nell'attività amministrativa, come in tutte le cose, c'è un limite oltre il quale si rischia l'indecenza.
L'Amministrazione del Sindaco Natalia sembrerebbe speditamente avviata nel superare tale limite che offenderebbe duramente la nostra città fatta, nella stragrande maggioranza, da persone assolutamente perbene.
All'assessora "fantasma" con delega al  "Patrimonio ed Attivita' Produttive" che deserta da sei mesi Consigli Comunali e riunioni di Giunta, al Presidente del Consiglio Comunale che patrocina cause legali contro il Comune, sembrerebbe ora aggiungersi l'assessore ai "Lavori Pubblici" oggetto, da parte del Tribunale di Frosinone,  di Decreto  di Condanna a due anni di reclusione per "minaccia in concorso" verso una cittadina, mamma di due figlioli, per costringerla ad aderire alla propria lista elettorale sotto il ricatto della perdita del posto di lavoro.
Tegole di immoralità che sempre più pesantemente sporcano questa maggioranza amministrativa verso le quali il Sindaco ha finora mostrato superficialità e disinteresse, quando non ha anche ricercato risibili  giustificazioni che ignorano correttezza, deontologia e legittime attese della città. 
La bruttissima vicenda che riguarda l'assessore Pace, al di la' dell'annunciato ricorso giurisdizionale dei suoi legali, marchia in termini indelebili la credibilità dell'intera Amministrazione atteso che, sin dallo scorso mese di maggio, l'attuale Sindaco era stato invitato a prendere concretamente le distanze da pratiche politiche offensive della legalità e della dignità delle persone.
Anagni è città di antica democrazia, è città onesta che non dovrebbe pagare neanche il sospetto di quanto contestato all'assessore Pace per cui, come forze della minoranza consiliare, chiediamo al Sindaco di difendere i valori della città allontanando dal governo cittadino il suo improvvido assessore.
Il signor Pace avrà così, da libero cittadino, tutto il tempo e modo per rispondere agli illeciti contestati senza arrecare ancora danni alla credibilità dell'Amministrazione cittadina.
Laddove il Sindaco Natalia dovesse continuare a tergiversare su argomenti di tale portata morale, civile ed amministrativa saremmo costretti ad addebitargli l'aver scelto, nei fatti, l'indecenza amministrativa in luogo di un'ordinaria qualificata amministrazione che la citta' di Anagni aspetta ormai da oltre sei mesi.


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