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Anagni. Decreto penale di condanna per l'assessore ai Lavori Pubblici Simone Pace per fatti relativi alla campagna elettorale dello scorso anno; i legali depositano atto di opposizione

La politica cittadina accusa il colpo e, per ora, tace - 7 gennaio 2019

Nessuna condanna definitiva (che, nella legislazione italiana, arriva - in caso - dopo l'udienza preliminare e i tre gradi di giudizio), quanto - piuttosto - un decreto penale di condanna da parte della Procura della Repubblica, che è ben altra cosa: ad esserne - suo malgrado - destinatario, l'assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Anagni Simone Pace, reo - secondo l'accusa - del reato di minaccia in concorso relativamente a fatti accaduti durante la campagna elettorale che ha preceduto le elezioni comunali del 10 giugno scorso. Fatti tutti da verificare, ovviamente, tant'è che al procedimento che porta la data del 18 novembre i legali dell'assessore hanno già presentato opposizione. 
Il decreto penale di condanna, di fatto, non è una condanna ma un rito speciale che permette di anticipare la condanna ad una pena pecuniaria prima del giudizio, salva opposizione: questo procedimento per decreto, previsto e disciplinato dagli artt. 459 c.p.p. e ss., si caratterizza - infatti - per l’assenza del contraddittorio. L’emissione di un decreto penale di condanna altera parte su richiesta del PM, quando all’imputato deve essere applicata solo una pena pecuniaria. Vengono a mancare pertanto sia l’udienza preliminare che il dibattimento. La richiesta motivata del PM è presentata al giudice per le indagini preliminari "entro il termine di sei mesi dalla data in cui il nome della persona alla quale il reato è attribuito è iscritto nel registro delle notizie di reato", con l’indicazione della misura della pena che, nel caso dell'assessore anagnino, ammonta a due anni di reclusione oppure al pagamento di una sanzione pecuniaria pari a 18mila euro. Contro il provvedimento - fanno sapere i legali dell'assessore Simone Pace - "in data 28 dicembre 2018 è stato presentato atto di opposizione affinché i fatti ritenuti infondati da questa difesa siano oggetto di accertamento da parte dell’Autorità Giudiziaria". 
Non risponderebbe al vero, dunque, secondo quanto sostengono gli avvocati, ciò che è stato riportato da un organo di stampa locale, al quale è già stata formalmente chiesta la rettifica, secondo il quale "il nostro assistito è stato condannato in via definitiva". Attraverso il deposito dell'atto di opposizione, i difensori dell'assessore Simone Pace hanno richiesto la revoca del predetto decreto penale di condanna e l’emissione del decreto di giudizio immediato a norma dell’art. 456, commi 1, 3 e 5 c.p.p.: "ogni fatto inerente la vicenda in parola, dunque, sarà oggetto di accertamento del processo penale che sarà celebrato dinanzi al Tribunale Ordinario di Frosinone nel pieno rispetto delle garanzie processuali e costituzionali previste". 
Non è dato sapere ancora, ad oggi, quali saranno - in caso - le possibili ricadute sulla politica cittadina; al momento nessuno dei membri della giunta comunale ha inteso rilasciare dichiarazioni riguardo all'accaduto, preferendo aspettare di avere un quadro quanto più chiaro possibile della situazione; lo stesso si è riservato di fare l'avv. Daniele Natalia, sindaco di Anagni. Sviluppi al riguardo sono attesi, comunque, per le prossime ore.

Ivan Quiselli


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