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Anagni. La rete dei cittadini: “noi fuori dalla competizione elettorale, ma continueremo a fare politica”

14 maggio 2018

Ad Anagni nella prossima campagna elettorale, tra liste presenti nei vari schieramenti, mancherà quella storica de La rete dei cittadini. I suoi esponenti, in una nota inviata ad Anagnia.com, hanno voluto spiegare le ragioni della loro scelta.
“Partiamo dalla fine. Come tutte le cose umane, tutto è criticabile, ma quando una scelta si fa con convinzione è difficile poterla criticare.  Questa volta i nostri amici e sostenitori non troveranno la nostra lista e i nostri nomi e disposizione nelle prossime elezioni amministrative del 10 Giugno. Tanti non amici diranno: meno male!! Speriamo non siano gli stessi che allo stesso modo parlano bene della democrazia e della ricchezza nella diversità. Si, molte volte, troppe volte, ci si riempie la bocca di parole degli altri. Noi in genere tendiamo a non farlo. Rimettiamo un po’ in fila tutto quanto è successo. Siamo stati tra i sostenitori nell’ultima campagna elettorale del candidato Bassetta e dopo un anno siamo passati all’opposizione perché non riuscivamo a partecipare, o meglio non volevano farci partecipare alle decisioni. Non abbiamo mai chiesto un posto in Giunta, ma abbiamo sempre chiesto di partecipare alle riunioni politiche insieme a tutte le liste che avevo partecipato alla vittoria di Bassetta. Inutilmente. Siamo stati all’opposizione fino alla fine, anche se qualcuno ha voluto strumentalizzare l’elezione a Presidente del Consiglio del nostro consigliere Simone Ambrosetti. Chi vuole mischiare capre e cavoli, faccia. A noi non interessano certe disquisizioni, ma ripetiamo che eravamo all’opposizione, e lo siamo stati fino alla fine, per il metodo Bassetta non per chi lo sosteneva. Abbiamo cercato con tutte le nostre forze e in tutti modi di poter riavvicinare il centro sinistra e il civismo progressivo pensando che si dovesse ripartire da questo per migliorare quel metodo che a noi non era piaciuto. Ahinoi abbiamo cozzato con le “esigenze” di qualcuno. Esigenze del tutto legittime, ma quando si antepone se stessi al gruppo, questa è la fine. Da oggi cercheremo di fare politica fuori dal Consiglio, con tutti quelli che ci vorranno stare, partendo da iniziative reali che saranno dettate da esigenze del territorio e da possibilità che altre amministrazioni, Regione Lazio in primis, possano soddisfare. Sappiamo come vanno le elezioni e quali siano i “non rapporti” all’interno delle liste nel dopo voto. Quindi considerando le 23 liste e quindi i 368 candidati, a meno dei 16 eletti e delle persone che abitualmente si interessano della cosa pubblica, chiediamo agli altri 300 di iniziare fin dal dopo-voto a metterci la passione e la volontà che li ha portati a metterci la faccia. Cercheremo di organizzare insieme ad altri o a partecipare, se invitati, ad approfondimenti tematici o ad egli incontri per trovare “soluzioni politiche” ai problemi del territorio e speriamo che tutti quelli che oggi dicono di amare Anagni non scompaiano come neve al sole”.


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