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Verità per Giulio Regeni: ecco l'intervento integrale al consiglio comunale della dott.ssa Rita Ambrosino, presidente di Legambiente Anagni

28 luglio 2016

Di seguito pubblichiamo l'intervento integrale letto dalla dott.ssa Rita Ambrosino, presidente di Legambiente Anagni, in occasione della seduta di consiglio comunale che si è tenuta giovedì 28 luglio nella sala della Ragione del Palazzo comunale di Jacopo da Iseo ad Anagni. Ringraziamo Rita per aver voluto condividere con questa redazione e con i nostri lettori la nota che segue:

Buongiorno,
ringrazio il Sindaco, gli Assessori, il Presidente del Consiglio Comunale e tutti i Consiglieri per aver accolto favorevolmente la nostra richiesta di sostegno alla campagna per Giulio Regeni.
Con il vostro consenso, Anagni è entrata nel novero delle centinaia di Istituzioni, che in Italia e nel mondo hanno espresso la propria vicinanza alla famiglia Regeni per la ricerca della verità su quanto accaduto.
Tutti, ormai, conoscono la vicenda di Giulio Regeni, il dottorando italiano dell’università di Cambridge, studioso ed appassionato di Paesi Arabi, scomparso al Cairo il 25 gennaio scorso e ritrovato cadavere dopo otto giorni.
Oggi, vorrei spendere qualche parola per parlarvi della mamma di Giulio, Paola Deffendi.
E’ un’insegnante, di quelle che ogni genitore vorrebbe per i suoi figli, una di quelle donne che sono alla base della nostra società: educano i figli propri e quelli degli altri e contribuiscono a rendere migliore il nostro Paese.
E’ anche una persona piena di forza e dignità, che da sei mesi chiede allo Stato, a cui appartiene, di agire per aiutarla a ottenere verità e giustizia per il figlio al quale, suo malgrado, è sopravvissuta.
Sopravvivere a un figlio è la prova più terribile per un essere umano.
Sopravvivere a un figlio innocente, seviziato da assassini rimasti finora ignoti e impuniti, sottoposto per otto giorni ad indicibili violenze e massacrato al punto di risultare riconoscibile solo dalla punta del naso, è una prova ancora più terribile.
Affrontarla con la forza morale, la gravità, la dignità mostrate dalla madre di Giulio in questi sei mesi è un fatto che ci chiama tutti in causa.
La signora Paola Deffendi Regeni non ci ha offerto soltanto un esempio di dignità. Con il suo dolore fermo, composto, sollecita l’Italia e noi tutti a farci carico di una grave questione politica e diplomatica, che necessita di risposta.
Da sei mesi l’Egitto è capace solo di repliche lacunose, fornendo versioni palesemente false, persino ridicole a volte, come quando hanno attribuito la morte di Giulio ad un «incidente stradale».
Le indagini degli inquirenti italiani e della famiglia sono state ostacolate con ogni pretesto.
Il governo italiano, l’Europa intera, devono prendere delle iniziative immediate. Non sta a me indicare la strada, ovviamente.
Ma qualcosa va fatta. Anche solo esporre uno striscione giallo per non dimenticare.
Il caso Regeni non è stato un “caso isolato”. Sono centinaia le sparizioni di giovani nell’Egitto di Al Sisi.
Giulio era un figlio di questi nostri tempi globalizzati, con la sua gioventù, la sua bellezza e la sua voglia di vivere, i suoi ideali, il suo slancio di conoscere il mondo, di capirlo, di cambiarlo.
Giulio era un ragazzo italiano. Torturato e morto da innocente, per mano di uno Stato straniero, come agli italiani non accadeva più dal 1945.
La famiglia di Giulio, e tutti quelli che nel mondo si battono per i diritti, la libertà, la giustizia, meritano una risposta.


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