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Claudia Quattrocchi, studiosa anagnina, rilegge le fonti epigrafiche e letterarie relative alla cripta di san Magno della cattedrale di santa Maria Annunziata di Anagni

l'intervento, apprezzatissimo, al quarto congresso svizzero di storia dell'Arte che si è tenuto a Mendrisio, nella sede dell'Università della Svizzera italiana - 4 luglio 2019


La cripta della cattedrale di santa Maria Annunziata di Anagni, straordinario capolavoro tra i più importanti dell'arte medievale, protagonista al quarto congresso svizzero di storia dell'Arte che si è tenuto qualche settimana fa nella sede di Mendrisio dell'Università della Svizzera italiana con la relazione dal titolo <<“cum omnibus officiniis perfecitur in amplitudine”. Precisazioni e nuove proposte per le committenze nella cripta della cattedrale di Anagni>>.
L'interessante intervento, tutto incentrato - come si evince dal titolo - sulla rilettura delle fonti epigrafiche e letterarie sulla cripta, è stato curato dalla dott.ssa Claudia Quattrocchi, studiosa anagnina: ciò che ne è emerso è stato un quadro delle committenze degli arredi e delle pitture del tutto innovativo (in parte) e con delle precisazioni importanti.
"Il tema proposto era quello della committenza artistica fra Roma e la campagna fra il 1050 e il 1300 - spiega Claudia ad anagnia.com - sono studi che porto avanti da anni e che ridisegnano le "paternità" degli interventi artistici nella cripta della cattedrale di Anagni. Il lavoro che ho fatto, infatti, ne aggiorna il quadro critico delle committenze. Lo scopo è precisare le committenze artistiche, velate oramai dagli anni e da tanti luoghi comuni critici. Ho riconsiderato quindi in sinossi le fonti a disposizione: quelle letterarie, quelle epigrafiche, quelle delle risultanze dei restauri, il tutto alla luce delle emergenze artistiche presenti. Negli ultimi venti anni si sono fatte importanti scoperte e pubblicazioni, ma mai rilette criticamente rispetto alle opere presenti in cripta. Nell'intervento ho cercato di ripercorrere l'immagine della cripta dalla sua fondazione (vescovo Pietro da Salerno) fino a circa il 1300. Ho incluso sia l'arredo liturgico (pavimenti, altari, bancali) che le pitture. L'intervento verrà pubblicato in un volume collettaneo che racchiuderà, oltre agli interventi di quella giornata, anche altri di una giornata studi che avrà luogo a settembre prossimo. Il volume - il cui titolo sarà "Urbi et Orbi: Roma, la città sui Sette Colli. Dinamica interna e ambizioni universalistiche (1050-1306)" - sarà curato dalle stesse curatrici della sezione del congresso: Almuth Klein (Università della Svizzera italiana), Sabine Sommerer e Angela Yorck Von Wartenburg (Universität Zürich)".
Particolarmente apprezzato è stato pure l'intervento di un'altra brillante studiosa italiana, Chiara Paniccia, che ha parlato - invece - della cappella di San Gregorio al Sacro Speco di Subiaco incentrando la sua relazione su una rilettura delle pitture e delle iscrizioni presenti, precisando ed esaltando il rapporto fra papa Gregorio IX, uno dei quattro pontefici anagnini, e papa Francesco.
Questa edizione del congresso - che ha previsto nove sezioni tematiche, numerosi incontri plenari e un forum dedicato alle dottorande e ai dottorandi, al fine di discutere i problemi e le prospettive critiche più aggiornate - ha preso avvio da una riflessione sullo stato attuale della ricerca e dell’insegnamento della storia dell’arte: sin dal 2010 i Congressi svizzeri di storia dell’arte si sono affermati - infatti - come la più importante piattaforma nazionale, creata allo scopo di fare il punto della situazione sulla disciplina in una prospettiva internazionale.

 

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