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Conad acquisisce Auchan, le OO.SS.: "a rischio 20.000 posti di lavoro"; apprensione per i lavoratori del supermercato Simply di Osteria della Fontana di Anagni e del punto vendita di via F. Petrarca di Colleferro

martedì scorso i dipendenti anagnini e colleferri hanno scioperato per partecipare al sit-in organizzato davanti alla sede del Mi.S.E. - 29 maggio 2019


"Conad. Lavoratori oltre le cose: trasparenza sui diritti": è stato questo lo slogan, che richiama la pubblicità dei supermercati, scandito dalle centinaia di dipendenti del gruppo Auchan che ieri mattina - martedì 28 maggio - hanno preso parte alla mobilitazione organizzata davanti alla sede romana del Ministero dello Sviluppo Economico. Motivo della protesta, come spiegano pure le organizzazioni sindacali, è stata la forte apprensione scaturita tra i lavoratori a seguito dell’acquisizione, sottoscritta alla metà di maggio, da parte di Conad delle attività retail di Auchan e della rete dei 1.300 punti vendita affiliati Simply e Sma: una operazione importantissima che cambia, di fatto, la geografia della grande distribuzione alimentare in Italia, e che sta provocando, appunto, grandi preoccupazioni tra gli stessi lavoratori. 
A manifestare, ieri mattina, c'erano anche molti dei 32 dipendenti del supermercato Simply di località Osteria della Fontana di Anagni e altrettanti di quello di via F. Petrarca di Colleferro: i lavoratori anagnini e quelli colleferrini, assieme a molti loro colleghi provenienti da ogni parte d'Italia, si sono astenuti dal lavoro per prendere parte al sit-in mentre a pochi passi da loro, nel frattempo, era in corso un incontro per la crisi di impresa tra i rappresentanti del dicastero, di Conad, Auchan SpA e Sma SpA e dei rappresentanti delle segreterie nazionali di Fisascat, Filcams-Cgil, Uiltucs in rappresentanza dei lavoratori coinvolti nell’operazione di acquisizione. 
"La preoccupazione è tanta per i lavoratori coinvolti nella maxi operazione Conad-Auchan conclusasi con l'accordo per la cessione a Conad da parte del gruppo Auchan Retail Italia - ha spiegato ad anagnia.com Giovanna Eustachi, segretario generale aggiunto 
Fisascat CISL di Frosinone - ieri c'è stato lo sciopero sui punti vendita del Lazio con presidio sotto al Mi.S.E., dove si è tenuto il primo incontro con tante domande che non hanno ottenuto risposte. Per il 20 giugno è stato convocato un altro incontro. Vogliamo e ci batteremo per garantire i livelli occupazionali con il mantenimento del perimetro aziendale per i lavoratori Auchan, Sma e Simply". 
Secondo fonti sindacali, riportate anche dal Sole24Ore, i lavoratori coinvolti dall’acquisizione sono circa 24.500 in tutta Italia (17.751 lavoratori diretti e circa 6.500 addetti nel network di affiliati) di cui 800 impiegati per le funzioni di sede sia centrale che decentrate.
“Abbiamo realmente timore che questo immobilismo porti ad una gestione del problema senza un coordinamento governativo, visto il fallimento del Mercatone Uno - fanno sapere i lavoratori dei due supermercati tramite anagnia.com - auspichiamo che il 20 giugno venga definita una soluzione positiva a garanzia di tutti noi”.
L’acquisizione, secondo i lavoratori e secondo le OO.SS., presenta altissimi rischi occupazionali e salariali. "Per questo chiediamo a Conad il mantenimento dei livelli occupazionali: vogliamo difendere i nostri diritti. Vogliamo rispetto! Vogliamo chiarezza! Vogliamo un piano industriale serio!".
In un documento unitario, 
qui pubblicato e consultabile in formato .pdf, le OO.SS. hanno rimarcato che la situazione lascia notevoli margini di incertezza e determina tra i dipendenti diretti dell'azienda notevoli preoccupazioni quanto alla tenuta occupazionale.
In attesa degli esiti del prossimo incontro al Mi.S.E., intanto, cresce ancora l'apprensione per i supermercati di Anagni e di Colleferro e per gli altri della rete di affiliati Simply e Sma, che conta circa 1.300 punti vendita in Italia. Un arcipelago nel quale non sono presenti relazioni industriali come con la casa madre, pertanto diventa ancora più difficile prevedere gli effetti collaterali, da un punto di vista della tutela del posti di lavoro, che deriverebbero dall'acquisizione.


 


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