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Furti in abitazioni: partivano dalla Val Vibrata per derubare gli anziani. 24 colpi in pochi mesi

«Signora, un massaggio?», così le finte parrucchiere svaligiavano appartamenti: nel mirino anziani e persone indifese; arrestate dai Carabinieri quattro donne autrici di 24 furti alcuni dei quali commessi a Colleferro

Operazione Roman, sgominata la banda di ladre che si fingevano parrucchiere - 7 maggio 2019

Sei mesi di indagini, partite ad agosto dello scorso anno e terminate a novembre, condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Osimo coordinati dal comandante Luigi Ciccarelli hanno permesso di portare all'arresto di quattro donne rom, tutte di età compresa tra i 40 e i 60 anni (due sono madre e figlia e due sono sorelle) tutte residenti nel teramano, ad Alba Adriatica e Martinsicuro; è qui che stamattina i militari le hanno arrestate in esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare in carcere (a Teramo) emessa dal gip di Ancona Carlo Cimini su richiesta del pm Ruggiero Dicuonzo. L'accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti pluriaggravati, in concorso e indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento. Ventiquattro i colpi attribuiti alla banda (due solo tentati), fruttati 85 mila euro tra oro e soldi rubati, che oltre alle Marche (con Ancona, Falconara, Chiaravalle, Pesaro, San Benedetto, Ascoli e Fermo) hanno riguardato il Lazio (Viterbo, Colleferro, Capranica), la Toscana (Firenze) e l'Emilia Romagna (Civitella di Romagna, Riccione, Magliano Sabina, Bellaria Igea Marina). 
Quello che è fruttato di più è stato commesso in provincia di Ascoli Piceno, a Monsampolo del Tronto, il 4 settembre 2018. Ad una donna di 84 anni, che le aveva fatte entrare in casa, hanno portato via 7 mila euro in contanti, 8 mila euro di monili in oro e 15 mila euro tra titoli e denaro preso utilizzando carte di pagamento custodite nella cassaforte. Ma proprio nel forziere hanno lasciato una impronta che è stata determinante per arrivare alla banda. Per farsi aprire la porta di casa le quattro usavano le scuse più disparate come fingersi parrucchiere, addette al controllo dei rifiuti, dipendenti comunali, fisioterapiste, medici, persone in cerca di case da affittare e perfino sarte. A cadere nel loro raggiro sono state soprattutto donne (ma ci sono anche degli uomini) tra i 71 e i 96 anni. In casa entravano camuffate con parrucche, trucco e occhiali da sole.


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