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Tivoli, estorsione a imprenditori: cinque arresti, coinvolto anche un consigliere comunale di Ferentino; tutti i dettagli

7 marzo 2019


Particolari inquietanti emergono dall'inchiesta portata avanti dai Carabinieri della Compagnia di Tivoli che hanno tratto in arresto - questa mattina - il consigliere comunale Pio Riggi, eletto a giugno scorso nelle fila della lista civica "Patto Civico" per Ferentino a sostegno dell'attuale sindaco Antonio Pompeo; secondo quanto appurato dai militari, infatti, il consigliere ora in carcere a Regina Coeli è accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso, in quanto aveva chiesto una percentuale del 5% all'imprenditore che aveva ottenuto un appalto da 6 milioni di euro per la costruzione e gestione dei loculi del cimitero della città gigliata. A fare il lavoro "sporco" un gruppo di quattro persone, tutte appartenenti ad un clan camorristico di Napoli: queste, con minacce sempre più pressanti sono arrivati a chiedere all'imprenditore circa un milione di euro. In manette - oltre a Riggi - sono finiti Ugo Di Giovanni e Gennaro Rizzo: i due, ad inizio 2012, furono coinvolti nella gambizzazione di un fantino per un debito. In manette pure Emiliano Sollazzo e Luciano Rosa, che per i magistrati di piazzale Clodio era considerato il trait-d'union fra il consigliere comunale e gli esponenti del clan. Arrestata anche la sorella di Rosa: durante la perquisizione nella sua abitazione i carabinieri hanno trovato droga. L'indagine, affidata dal procuratore aggiunto Michele Prestipino al sostituto Corrado Fasanelli, è partita dopo la denuncia dell'imprenditore, il 4 febbraio scorso. Dopo aver pagato una prima tranche di 44mila, la vittima dell'estorsione ha deciso di non assecondare più le richieste. A quel punto sono iniziate minacce e intimidazioni: gli appartenenti al clan sono arrivati a mettere in atto veri e propri raid con armi da fuoco nell'azienda dell'imprenditore per ottenere il denaro.

Dal canto suo, l'amministrazione comunale capitanata dal sindaco Antonio Pompeo si tira fuori da quanto accaduto, con un comunicato stampa che di seguito riportiamo integralmente: "con riferimento a quanto avvenuto nella mattinata odierna e a quanto riportato nelle testate giornalistiche online e sui social, l’Amministrazione Comunale di Ferentino intende precisare che i fatti contestati riguardano comportamenti e azioni svoltisi al di fuori dell’Ente.
Al momento, infatti, non è stato evidenziato alcun elemento, comportamento o atteggiamento che possano ricondurre ad attività illecite all’interno della compagine amministrativa comunale.
Precisa, infine, che gli eventi e i fatti ad essi connessi contestati dagli organi giudiziari, allo stato non riguardano in alcun modo i procedimenti amministrativi posti in essere dal Comune di Ferentino al fine di affidare l’appalto in project financing dell’ampliamento del locale Cimitero Comunale il cui iter andrà regolarmente avanti.
L’Amministrazione comunale pur esprimendo il proprio sconcerto per quanto accaduto, nel contempo prende le distanze da accostamenti e illazioni paventate dalla stampa circa i collegamenti dichiarati, per i quali si riserva, tra l’altro, di ricorrere nelle sedi opportune a tutela della propria immagine e della correttezza dell’operato dell’Ente".

Malgrado questo, c'è già chi chiede alla luce di quanto emerso dalle indagini se sia il caso o meno di chiedere lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.


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