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Raggiravano anziani inducendoli a farsi consegnare denaro facendo credere loro che un congiunto era rimasto vittima di un incidente stradale: arrestati in una operazione congiunta dai Carabinieri e dalla Polizia di Stato

11 gennaio 2018

L’incessante attività di ricerca portata avanti dai Carabinieri del NORM della Compagnia di Frosinone e da personale della Squadra Mobile della locale Questura, ha indotto a costituirsi  - nella serata di ieri - due dei quattro soggetti resisi irreperibili nel corso dell’Operazione denominata “Sciacallo”. Sentendosi braccati dalle Forze dell’Ordine i due, un 32enne ed un 35enne entrambi di origini campane e pluripregiudicati per reati contro il patrimonio, erano sfuggiti alla cattura, riuscendo a rendersi irreperibili dal 10 ottobre 2017, quando furono eseguite ben otto custodie cautelari in carcere emesse dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Frosinone. Presentatisi presso il  Carcere di Cassino dovranno ora rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe a danno di persone anziane.

L’operazione “Sciacallo”, condotta congiuntamente dai Carabinieri della Compagnia di Frosinone e dal personale della locale Squadra Mobile, aveva permesso di disarticolare un sodalizio criminale dedito alle truffe in danno degli anziani, che agiva sempre con il medesimo modus operandi. Tutte le vittime infatti avevano denunciato di aver ricevuto una telefonata da un sedicente Maresciallo dei Carabinieri o da un avvocato, il quale gli riferiva che un suo familiare (figlio o nipote, a secondo dei casi) avendo causato un incidente stradale veniva trattenuto presso un Ufficio di Polizia e che solo il risarcimento del danno poteva evitare gravi conseguenze giudiziarie a carico del congiunto. Ovviamente si trattava di un finto incidente creato ad arte per suscitare nelle vittime attimi di paura e di panico, tanto che il colloquio telefonico si concludeva indicando agli ignari anziani una persona che si sarebbe recata personalmente a ritirare il denaro e/o gioielli/preziosi in genere. L’abilità dei raggiri era tale che i truffatori riuscivano anche a carpire, nel corso della telefonata, altre informazioni/dettagli utili a rafforzare la loro credibilità.  Durante i soli sei mesi di indagini venivano ricostruite ben 66 (sessantasei) truffe tra consumate e tentate.

 

Ancora una volta l’invito rivolto dalle Forze di Polizia ai cittadini a denunciare e segnalare qualsiasi  necessità, reale o presunta.

L’Arma dei Carabinieri in ogni città, paese, frazione del territorio nazionale, moltiplica le iniziative di sensibilizzazione finalizzate alla prevenzione ed al contrasto dell’ esecrabile fenomeno delle truffe perpetrate ai danni degli anziani.   I truffatori del nostro tempo, fanno leva sui sentimenti più profondi e viscerali, come l’amore di una madre per i propri figli, ma anche sulla fragilità fisica e non solo di chi, come gli anziani si sente ormai relegato ai margini di una società che non riesce più a capire. Uomini e donne a cui, a volte, può bastare un sorriso, un’attenzione rivolta senza chiedere nulla in cambio, per sentirsi disposti a concedere la propria fiducia a chi se ne finge degno. Inevitabile che vi sia chi, di  tutto questo, tenti di approfittare, escogitando le strategie più varie per scalfire la naturale diffidenza delle proprie vittime. Subdole e fantasiose, le tecniche adottate dai truffatori hanno schemi ricorrenti: conoscerli è il primo passo per difendersene. Ricordiamo “l’incidente, l’amico di famiglia, la fuga gas, un insperato rimborso, il conto che non torna, c’è posta per lei”. Ecco perché nelle parrocchie come nei centri culturali, nelle aule consiliari come nei circoli ricreativi e nelle sedi della associazioni di quartiere, e persino con “un porta a porta” presso le abitazioni private, i militari dell’Arma si muovono, in concerto e con la collaborazione di Enti locali e Autorità religiose, per parlare con gli anziani, informali sulle modalità attraverso le quali le truffe vengono attuate e fornire loro consigli mirati affinché possano difendersi dalle subdole tecniche utilizzate dai malviventi per introdursi in casa. Al termine di questi incontri i partecipanti acquisiscono sempre più la consapevolezza di un concetto importante: quello della “sicurezza partecipata”, utile al fine di prevenire i reati e a promuovere in modo sempre più proficuo l’indispensabile collaborazione con chi è impegnato a contrastarli.     
    

 

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