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Ferentino. Biomedica Foscama, la nota delle organizzazioni sindacali Fema Cisl e UGL: "e viene da dire: ancora una volta chi la fa da padrone!"

14 settembre 2019

Pubblichiamo di seguito la nota inviata a questa redazione da Fema Cisl e UGL in riferimento al comunicato
del 12.09.2019 trasmesso agli organi di stampa dalla SPL LAB srl:


E viene da dire : ancora una volta chi la fa da padrone!!!
Le scriventi OO.SS. Fema Cisl e UGL in riferimento al comunicato
del 12.09.2019 trasmesso agli organi di stampa dalla SPL LAB srl,
intendono precisare e replicare quanto segue:
- A seguito di retrocessione del ramo d’azienda dall’affittuaria
Biomedica Foscama Group spa al Fallimento Biomedica Foscama
in liquidazione spa ,esercitato ad oltre sei anni di distanza dalla
dichiarazione di fallimento, è stata indetta dal G.D. con due
diversi provvedimenti del gennaio 2019 e del luglio 2019 la
vendita del compendio aziendale.
-E’ opportuno precisare che la prima vendita comprensiva
dell’intero personale occupato oltre 70 lavoratori era stata fissata
al prezzo di €.6.000.000, con offerta minima ammissibile di
€4.300.000;
-andata deserta detta asta, con scadenza 4 aprile, la SPL spa
presentava una offerta per l’acquisto in data 8 aprile per
€.3.000.000 e con impegno al trasferimento di numero 30 unità,
che migliorava in data 15 aprile in €.3.900.000, e nuovamente in
data 23 aprile 2019 in €.4.050.000.
- Veniva quindi indetta nuova procedura competitiva con
scadenza 05.08.2019 al prezzo di €.4.050.000, prevedendosi
che i rapporti di lavoro pari a 76 unità lavorative sarebbero stati
trasferiti ex art. 2112 c.c all’aggiudicatario, salvo eventuale
accordo sindacale per il trasferimento parziale dei dipendenti
ovvero di indicazione nella offerta da presentare del numero dei
dipendenti da trasferire, che comunque non potevano essere
inferiori a 30 unità e laddove non specificati nell’offerta si sarebbe
inteso l’intero personale occupato;
-In data 31 luglio 2019 la Special Pharma Lab srl, con socio unico
Special Products Line spa presentava offerta confermativa per la
somma di €.4.050.000, precisando che detta offerta era
condizionata al trasferimento parziale per n.30 dipendenti
che saranno individuati dall’offerente- di concerto con le
OO.SS.- come funzionali alla fase di riavvio e
riorganizzativa delle attività aziendali, previo accordo con
le rappresentanze sindacali ex art. 47 L.29.12.1990 n.428
s.m. e previo accordo individuale con i lavoratori ex art.
411 cpc avente ad oggetto
-la quantificazione del TFR maturato sino alla data del
trasferimento;
-la rinuncia espressa del personale aziendale selezionato
a far valere nei confronti dell’offerente i crediti da lavoro
sorti o aventi comunque titolo o causa prima della data
del trasferimento( e connessi e/o conseguenti ad atti e/o
a fatti inerenti i rapporti di lavoro e risalenti ad epoca
antecedente alla data del trasferimento);
-l’accettazione da parte del personale aziendale
selezionato di politiche retributive coerenti con quelle
applicate dal CCNL di categoria e conseguente rinuncia, ai
sensi e per gli effetti di cui all’art. 2113 c.c. ad ogni
eventuale diverso trattamento maturato dai medesimi in
ragione del precedente rapporto di lavoro.
- Non essendo pervenute ulteriori offerte migliorative entro il
18.08.2019, l’aggiudicazione diveniva definitiva, e in data
28.08.2019 avviata la procedura di consultazione sindacale ex
art.47 L.N.428/90;
-sin da subito le OO.SS. contestavano nella seduta del 05.09.2019
che nella bozza di verbale già redatto dalla Biomedica Foscama
spa in liquidazione-Fallimento e dalla SPL srl si dava atto di
circostanze, avvenimenti e atti giuridici, non a conoscenza e non
fatti visionare alle stesse OO.SS. in cui si andava ben oltre quello
che era lo scopo dell’incontro, vale a dire conoscere il piano
industriale della acquirente, capire perché dovesse essere fatto un
accordo in cui si doveva procedere a riqualificare tutti le vicende
anche processuali intercorse tra la curatela fallimentare ed il
precedente affittuario e soprattutto i motivi per cui l’assunzione
del personale dovesse essere realizzata non già con passaggio ex
art.2112 c.c., bensì previo licenziamento e sottoscrizione di un
accordo sindacale di tutti i dipendenti e non già dei soli 30
selezionati, in cui si prevedeva la manleva di tutte le obbligazioni
scaturenti dal rapporto di lavoro in essere sia con la curatela
fallimentare che con l’acquirente.
Inoltre nell’accordo si prevedeva altresì che la selezione del
personale da assumere sarebbe avvenuto senza alcun
coinvolgimento delle OO.SS., diversamente da quanto stabilito
nell’offerta confermativa e in piena autonomia da parte
dell’aggiudicatario.
E’ di tutta evidenza che le OO.SS. chiamate a compiere un ruolo
di controllo e di verifica delle condizioni del trasferimento dei 30
dipendenti che l’acquirente avrebbe dovuto sin da subito
acquisire, si sono trovate ad affrontare problematiche del tutto
diverse laddove nella predetta bozza il termine trasferimento
parziale dei dipendenti in numero di 30 veniva
trasformato in assunzione parziale del personale
aziendale in numero di 30 dipendenti, eccezion fatta per 4
unità individuate tra i profili professionali delle aree
servizi tecnici/qualità/ produzione che sarebbero invece
state trasferite contestualmente al trasferimento
dell’azienda in sede notarile.
E’ di tutta evidenza quindi che le OO.SS., rivendicando il proprio
ruolo di garante dei livelli occupazionali e dei diritti dei lavoratori,
non possono avallare e consentire modifiche dei termini e delle
condizioni offerte in gara, che vanno ad incidere su diritti
inviolabili dei lavoratori i quali, a tuttoggi a seguito di un
fallimento dichiarato nel 2012, di un affitto di ramo d’azienda
protrattosi sino ad ottobre 2018, e quasi dopo un anno di CIGS,
ignorano le sorti dei propri crediti sorti durante il regime di affitto
del ramo di azienda e poi proseguito senza soluzione di continuità
con la curatela fallimentare
Le OO.SS. di categoria CISL E UGL hanno pertanto ribadito la loro
disponibilità ad un accordo che preveda espressamente il rispetto
delle condizioni di cui alla offerta confermativa ed irrevocabile del
31 luglio 2019, invitando la curatela in caso di inadempimento da
parte del’offerente a valutare e porre in essere tutte le azioni a
tutela dei lavoratori e creditori.
A seguito di tale ultima missiva la SPL ha reso pubblico il
comunicato in cui si accusano le sigle sindacali sopra indicate di
“alzare improvvisamente la posta”: qualcuno forse pensa di
giocare su un tavolo verde, noi pensiamo a tutelare i lavoratori e
ci meravigliamo che altri non agiscano in questo modo.
E comunque, solo per precisazione e come peraltro comprova la
messa in mora inviata ieri alla curatela ed alla SPL ed un
preaccordo già siglato, le scriventi sigle sindacali non vogliono
assolutamente che la SPL risponda del TFR maturato sino ad
oggi, ma non accettano che i lavoratori debbano rinunciare nei
confronti del fallimento ai crediti sorti, ivi compreso il TFR.
Non solo le scriventi sigle sindacali non accettano tale richiesta di
accordo che peraltro segue quello da tempo richiesto e mai
ottenuto dalla curatela, ma non capiscono a quale titolo SPL
richieda che i lavoratori rinuncino ad eventuali diritti nei confronti
di un terzo soggetto giuridico, visto che gli stessi lavoratori sono
da sempre d’accordo a sottoscrivere dette rinunce nei confronti
della SPL.

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