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Celebrazioni della Festa della Repubblica alla prefettura di Frosinone: a Mario Anagni, acutino, classe 1906, la medaglia d'onore concessa agli internati militari italiani

Il racconto della nipote, prof.ssa Alfonsina Anagni, che ha personalmente ritirato l'onorificenza - 4 giugno 2019

Si sono svolte domenica scorsa 2 giugno le celebrazioni per il 73esimo anniversario della Fondazione della Repubblica. Tra i momenti più significativi dei festeggiamenti, quelli che hanno avuto come protagonista lo schieramento del Reparto di Formazione a cura del Comando Presidio Militare 72° Stormo per la resa degli onori a S.E. il Prefetto di Frosinone, Ignazio Porteli; allo schieramento è seguita la deposizione di una corona al monumento dedicato ai martiri per la libertà della Ciociaria, la lettura del messaggio del Capo dello Stato, preceduta, quest’anno, dalla prolusione del Presidente emerito del Consiglio di Stato, professor Alessandro Pajno. Al termine della cerimonia, il Prefetto ha consegnato, nella Sala Purificato della Prefettura, quindici onoreficenze al Merito della Repubblica Italiana, conferite dal Presidente della Repubblica ai nostri concittadini distintisi in modo significativo per il loro impegno professionale e sociale e resisi particolarmente benemeriti nei confronti della Repubblica. In ultimo, ha avuto luogo il conferimento di una Medaglia d’Onore in memoria in memoria di un deportato ed internato italiano nei lager nazisti; si tratta di Mario Anagni, acutino, classe 1906. "Mario era il fratello di mio padre ed era anche il fratello di Agostino e Francesco, ambedue caduti della prima guerra mondiale, nonché di Anacleto, ufficiale medico, reduce della stessa guerra - racconta la prof.ssa Alfonsina Anagni, apprezzata docente all'Istituto Superiore di Istruzione "G. Marconi" di Anagni, che ha ritirato la medaglia assieme al fratello Domenico - egli nacque ad Acuto il 2 ottobre 1906. Si era laureato in Medicina presso la Regia Università degli Studi di Roma nel 1931. Aveva frequentato la Scuola di Applicazione di Sanità  Militare di Firenze da gennaio a giugno 1932.
 Era poi stato assegnato come Tenente Medico al IV Reggimento Alpini e nel 1935 trasferito nel Regio Corpo Truppe Coloniali dell'Eritrea. In questa Campagna d'Africa aveva ottenuto due decorazioni:
 la Croce di guerra al Valor Militare (Zeban Chercatà, 20 gennaio 1936)
 e la Medaglia di bronzo al Valor Militare (Passo Mecan, 31 marzo 1936).


Scoppiata la II Guerra Mondiale - racconta ancora la prof.ssa Anagni - era stato inviato come Maggiore Medico alla Direzione Sanità del IV  Corpo d'Armata in Grecia e in Albania. Dopo l'armistizio 
era stato catturato dalle truppe tedesche a Durazzo, l'11 settembre 1943 e deportato in Germania. Era stato liberato dalla prigionia ed era rientrato in Patria il 9 settembre 1945. 
Non ha voluto proseguire la carriera militare, pur essendo arrivato al grado di Tenente Colonnello medico. Ho appreso da un nostro parente che gli era stata proposta la Direzione dell'Ospedale militare a Roma.
 Invece si è lasciato tutto alle spalle: ha preso la specializzazione in Odontoiatria ed è diventato un bravo dentista che tanti ancora ricordano con stima e affetto.
 Mia madre, che veniva da Piglio ad Acuto a curarsi i denti da lui, in quell'occasione ha conosciuto mio padre. 
Tutte queste notizie sono uscite fuori per caso perché mio zio Mario non ha mai parlato con noi di nulla. Ho chiesto tempo fa al Ministero della Difesa lo stato di servizio di Agostino Anagni. Dal Ministero mi hanno inviato, oltre allo stato di servizio di Agostino, anche quello dell'altro fratello Mario.  Come nipote mi è sembrato giusto richiedere alla sua memoria la Medaglia d'onore che viene concessa agli internati militari italiani (IMI), per dare il giusto riconoscimento ad un grande Uomo, quale è stato in tutta la sua vita".





 


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