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Piglio. 50.000 tonnellate annue di rifiuti da trattare nel centro di località Casa Zompa, nel cuore dei vigneti ove si produce il vino Cesanese; il comitato "Terra Madre" e tanti pigliesi sul piede di guerra

25 maggio 2018

Opporre una civile resistenza contro la decisione di ampliare il centro di trasferenza rifiuti di località Casa Zompa, una delle zone più caratteristiche e panoramiche di Piglio, patria del Cesanese; è questo l’obiettivo del comitato cittadino “Terra Madre”, recentemente costituitosi in paese e del quale fanno parte anche diversi giovanissimi. Il centro, attivato in emergenza nel 1998 con un volume di circa 36,000 tonnellate di rifiuti, ed una giacenza di massimo 24 ore, successivamente ridotto, con l’avvento della raccolta differenziata per oltre il 60% dei rifiuti.
Sin dal 1998 periodicamente con cadenza quinquennale l'autorizzazione alla società TAC Ecologica srl, proprietaria del sito, era rinnovata dalla amministrazione provinciale di Frosinone finché, nel 2014, l'atto di richiesta dell'ennesimo rinnovo non fu corredato dal progetto di un variazione sostanziale dell’impianto.
“In realtà si intende realizzare qualcosa di totalmente diverso rispetto alla struttura originaria – spiega Maurizio Ceccaroni, rappresentante del comitato “Terra Madre” - un vero centro di lavorazione dei rifiuti. Si chiedeva infatti, di poter procedere alla lavorazione di oltre 50,000 tonnellate di rifiuti all'anno, con una permanenza del rifiuto protratta fino a 72 ore. E tra i rifiuti trattati anche batterie, pneumatici, rifiuti ingombranti”.
Si sono alternate varie Conferenze dei Servizi, alle quali ha partecipato l'amministrazione del Comune di Piglio, tentando di opporsi alla realizzazione di questo nuovo impianto. Nel gennaio 2018 la Provincia di Frosinone ha concesso l' autorizzazione alla società. Il nuovo impianto di lavorazione e messa a riserva (deposito) di immondizia è stata autorizzata dalla Provincia di Frosinone in un area protetta da vincolo paesaggistico relativo alle acque pubbliche (P.T.P.R. Lazio). A nulla è valsa la presenza, a meno di 50 metri dalla struttura, di un fosso di acqua chiara, denominato “Gricciano” e classificato come pubblico. Infatti l’area è delimitata dal fosso Gricciano che più a valle prende il nome di fosso di Vico e nei pressi del bivio di Paliano, sull’Anticolana, c’è un impianto di captazione d’acqua che rifornisce la città di Fiuggi. A nulla è valsa la cornice di vigneti docg.  A nulla è valso appartenere a “La strada del Cesanese”, percorso con vocazione turistica che si snoda tra sei comuni (Acuto, Affile, Anagni, Paliano, Serrone e, naturalmente, Piglio).
Ma, ancor più, a nulla è valsa l' assenza un piano dei rifiuti regionale che evidenzi la reale necessità di un tale impianto per sostenere le esigenze di una discarica nel cuore dei vigneti del Cesanese DOCG.
Già in passato con la sola attività di trasferenza l’ARPA Lazio sanzionava la Tac Ecologica per immissioni di sostanze inquinanti, oltre la norma, nel corso d’acqua Gricciano.
Cosa succederà in futuro qualora venissero trattate oltre 50.000 tonnellate/annue di immondizia, così come da autorizzazione provinciale?
Ma è il posto più indicato e più sicuro per localizzare un simile impianto? Ma proprio su di un corso d’acqua protetto con una sorgente poco più giù che rifornisce una città?”.
Aggiunge, poi, Ceccaroni: “con DPR 29/05/1973 i nostri vigneti sono stati riconosciuti DOC ed in seguito DOCG ( unico del Lazio) ed è impensabile che si possa “accettare” una destinazione d’uso di questo territorio diversa da quella della produzione di vino!
Tra una moltitudine di documenti anche fuorvianti l’Amministrazione Provinciale di Frosinone  con nota 47084 ha richiesto chiarimenti in ordine alla domanda da parte della Tac Ecologica s.r.l. datata 6 luglio 2016 per rinnovo autorizzazione  CON CONTESTUALE VARIANTE SOSTANZIALE!  e si riporta un passaggio fondamentale di tale richiesta: Si precisa che agli atti di questo Ente esistono pareri ASSOLUTAMENTE CONTRASTANTI a firma di diversi Funzionari comunali in merito alla destinazione urbanistica dell’area in questione. La Provincia richiede un parere UNIVOCO in materia urbanistica da parte del Funzionario comunale. Tra l’altro occorre ricordare comunque che il rito istruttorio del procedimento in essere CERTAMENTE NON E’ DI COMPETENZA COMUNALE.
Nonostante il comune di Piglio abbia prodotto una relazione della Commissione Paesaggistica; Parere legale dello studio Gattamelata; Una Commissione Consiliare con il supporto di tecnici esterni che concordano senza alcun dubbio che l’intervento ricade in ZONA VINCOLATA! L’Amministrazione Provinciale autorizza la Tac ecologica ad eseguire il nuovo progetto nonostante il vincolo paesaggistico presente e di competenza autorizzativa SOLO della Regione Lazio, la quale neanche è stata invitata alla Conferenza dei servizi!
Appare chiaro che il potenziamento è incompatibile con la disciplina urbanistica della zona, caratterizzata da destinazioni agricole e da significativi vincoli paesaggistici.
Con riguardo ai vincoli paesaggistici, appare particolarmente rilevante nella specie la inclusione dell’area in questione all’interno della fascia di rispetto di un corso d’acqua (fosso Gricciano) classificato negli elenchi regionali e quindi ai sensi dell’art.142 del Codice dei beni culturali, tutelato ex lege
Da qui la rilevanza primaria del vincolo di cui all’art.35 del P.T.P.R. che disciplina il regime di protezione dei corsi di acqua di rilevanza regionali e vi esclude possibilità di realizzare alcunché nella fascia di rispetto di 150 metri. La Tac Ecologica dubita dell’esistenza del vincolo stesso, ma tale circostanza è acclarata nel certificato di attestazione vincoli emesso dal Comune  in data 07/06/2016”. Ciò detto non si tratta di un rinnovo che già di per se non è concepibile per i motivi che precedono, ma di UN NUOVO RILASCIO PER L’ATTIVITA’ A DISCARICA E NON PIU’ PER LA TRASFERENZA.
Per tutti i motivi su esposti, il Comitato Cittadino “ Terra Madre” chiede il ritiro degli atti emessi da questa Amministrazione Provinciale in autotutela e interroga l'amministrazione provinciale sulla reale volontà di autorizzare la Tac Ecologica a realizzare una discarica permanente nel cuore della produzione del vino Cesanese DOCG e se sì con quali le motivazioni".


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