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Ferentino. L'esame autoptico smentisce le prime ricostruzioni: a uccidere Luciano Bondatti, 66enne, è stato un colpo di fucile

10 settembre 2015

Non è stato un cinghiale, come sembrava essere emerso dalle prime ricostruzioni diffuse anche dalle Forze dell’Ordine, ma un colpo di fucile da caccia a togliere la vita a Luciano Bondatti, il 66 enne di Ferentino trovato cadavere stamattina a Ferentino nei pressi del cimitero comunale, in località Pareti Cornella.  All’obitorio dell’ospedale di Frosinone infatti l’esame autoptico ha rivelato la presenza di un pallettone da caccia all’altezza della gamba, che avrebbe tranciato l’arteria femorale. L’uomo sarebbe dunque morto non per le ferite conseguenti all’assalto di un cinghiale, come era apparso, ma per il dissanguamento dovuto all’emorragia. Nelle prossime ore dovrebbe essere più chiara la dinamica. Il quadro che emerge al momento è quello di omicidio o di un incidente di caccia. I carabinieri hanno sequestrato in una casa vicina al luogo della tragedia delle armi. Sul posto è presente anche il cap. Giovanni Camillo Meo, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Anagni.


Ferentino. I Carabinieri sequestrano delle armi nei pressi del luogo ove è stato ucciso Luciano Bondatti, in via Pareti Cornella

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Si è avvicinato troppo ad un cucciolo di cinghiale, scatenando la reazione della mamma, che lo ha attaccato ed ucciso. Sarebbe questa, anche se i Carabinieri stanno ancora controllando, la dinamica dell’incidente che stamattina, 10 settembre, poco dopo le 11, a Ferentino, ha provocato la morte di un signore di circa 60 anni. Secondo le Forze dell’Ordine, l’uomo non era andato a caccia, ma era un appassionato di animali. E stava appunto osservando una famigliola di cinghiali. Probabilmente la curiosità è stata troppo forte e lo ha spinto ad avvicinarsi in modo imprudente. Scatenando la reazione fatale della mamma cinghiale. Il tragico fatto è avvenuto in via Pareti Cornella, in una zona di campagna nei pressi del cimitero di Ferentino.
Sembrano essere arrivate ad una svolta le indagini sul caso di Luciano Bondatti, il 66 enne di Ferentino trovato morto due giorni fa nelle campagne della sua città in una pozza di sangue. Stamattina infatti si sarebbe costituito un uomo, sembra un vicino di casa. Aggiornamenti nelle prossime ore.
Due anni e sei mesi per omicidio colposo più un anno e quattro mesi per aver realizzato ed utilizzato una vera e propria micidiale arma da guerra dalla capacità offensiva notevole, a fronte dei sei anni richiesti dal pubblico ministero; è la questa la dura condanna inflitta venerdì mattina a A.D.U., 67enne di Ferentino dal Tribunale di Frosinone.
Gli uomini del Ris si sono recati questa mattina, sabato 19 settembre, nella zona di campagna di Ferentino teatro dieci giorni fa della tragedia che è costata la vita al 66 enne di Ferentino Luciano Bondatti, morto dissanguato in seguito alla recisione di una arteria, dopo essere rimasto colpito dallo scoppio di una trappola per la caccia ai cinghiali selvatici. Gli uomini del Ris, assieme ai carabinieri ed ai legali delle parti hanno effettuato tutti i rilievi necessari a mettere a fuoco l’esatta dinamica di quanto accaduto. Una fase importate delle indagini in corso, perché gli elementi che sono stati messi n evidenza potranno utilizzati durante il dibattimento. Presente anche A.D.U, il 67 vicino di casa attualmente agli arresti domiciliari per omicidio colposo . L’uomo avrebbe infatti preparato la trappola che ha causato la morte del povero Luciano.
Il dott. Francesco Mancini, Giudice per le Indagini preliminari presso il Tribunale di Frosinone, ha firmato l'atto di convalida per il fermo del 67enne di Ferentino, accusato di omicidio colposo costruzione, detenzione e porto di arma clandestina e omissione di soccorso relativamente all'omicidio di un suo vicino di casa, Luciano Bondatti". L'uomo è stato trasferito presso la sua abitazione in regime degli arresti domiciliari.