Questo sito prevede l'utilizzo di cookie. Continuando a navigare si considera accettato il loro utilizzo. Ulteriori informazioni
OK

Dal 4 maggio prossimo casa Barnekow di Anagni riapre le sue porte

1 maggio 2019

Grazie a un piccolo gruppo di volontari, Casa Barnekow, dimora medievale del 1100 d’interesse storico ed artistico, uno dei più bei palazzetti del centro storico di Anagni dove la leggenda vuole sia stato ospitato Dante, sita lungo Corso Vittorio Emanuele III, dopo svariati anni finalmente riapre le sue porte al pubblico in modo continuativo, gratuitamente, ogni sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Al suo interno i visitatori potranno trovare un percorso di pannelli espositivi che spiegano per la prima volta il significato degli affreschi che decorano la facciata che, a causa di incuria e smog, stanno purtroppo sempre più scomparendo. Questi affreschi infatti, opera del barone svedese Alberto Barnekow (1820-1889), pittore e alchimista, trasferitosi ad Anagni perché invaghitosi, durante un suo soggiorno romano, della sua modella Carolina Ascenzi di origini anagnine (le modelle ciociare nell’800 erano celebri per la loro eccezionale bellezza, famoso è il ritratto dell’”Italiana” di Picasso) nascondono un messaggio filosofico-alchemico-esoterico, proprio come la più famosa Porta Magica di piazza Vittorio a Roma. Alberto Barnekow, acquistato questo palazzetto dalla famiglia Gigli, ne fece la sua “tribuna albertina”, un luogo da cui divulgare, attraverso pitture e lapidi marmoree, quel pensiero alchemico che dai tempi della corte romana della regina Cristina di Svezia, nota anche come Accademia dei Lincei, univa con un filo rosso Italia e Svezia, e permetteva a molti intellettuali ed artisti di spostarsi dall’una all’altra. Casa Barnekow, fra i vari monumenti di Anagni, è rimasto ancora uno dei meno conosciuti e sull’argomento sono state fatte davvero pochi studi e pubblicazioni, salvo forse quella del dott. Guglielmo Viti “Casa Barnekow tribuna di un alchimista”. Da sabato 4 maggio però, tutti i weekend, sarà possibile visitare questo luogo e conoscerne i suoi segreti, con la speranza che questa iniziativa privata porti le belle arti ad interessarsi finalmente di questo bellissimo edificio anagnino (per info 392-9252469).



TI POTREBBERO INTERESSARE

L'archeologo anagnino Guglielmo Viti presenta i suoi libri "Casa Barnekow, tribuna di un alchimista" e "I misteri di Anagni 2": l'appuntamento è per sabato 16 giugno prossimo alle ore 18 al palazzo di Bonifacio VIII
Casa Barnekow, una delle dimore storiche più belle ed affascinanti della città di Anagni, apre le porte al pubblico
Ultime ore per visitare la mostra fotografica “Scoprire il volto dell’altro” allestita dai ragazzi del Liceo Dante Alighieri di Anagni, coordinati dal fotografo Michele Di Punzio presso la sede dell’associazione Progetto Anagni, a Palazzo Barnekow.
"Anagni, città vicina alle stelle: miracoli ed eventi straordinari da Tito Livio a Barnekow". Al centro comunale anziani di sant'Andrea l'interessante incontro aperto a tutti organizzato dallo storico locale Guglielmo Viti
Cadono pezzi di intonaco dalla medievale casa Barnekow, sul corso Vittorio Emanuele; nella notte tra sabato e domenica grossi pezzi di incrostatura delle volte hanno ceduto al peso degli anni - dei secoli, anzi - e sono caduti sulle scale che portano agli ambienti del primo piano. L'area è stata transennata dai tecnici del comune di Anagni per motivi di sicurezza. L’affascinante dimora, costruita nel XIII secolo, è adornata sulla facciata da affreschi realizzati da uno dei suoi stessi acquirenti, il pittore Alberto di Barnekow, che venne ad abitare qui nel XIX secolo. Le immagini rappresentano tematiche religiose e accanto ad alcune sono visibili scritte in lingua svedese. L’abitazione è qualificata inoltre, sulla facciata, da una bella bifora e da una scala esterna sormontata da due archi a tutto sesto. Nell’edificio, è stata ospitata per un certo periodo, una mostra del noto scultore anagnino Tommaso Gismondi, che ha acquistato e restaurato la casa negli anni ’70; ora la mostra è stata trasferita in uno spazio creato appositamente in Piazza Innocenzo III. La Casa sorge sulla Strada Vittorio Emanuele, e nei pressi è visitabile anche la Chiesa di Sant’Andrea.