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Inceneritore di pneumatici alla Marangoni di Anagni, le associazioni e le Istituzioni dicono "no"; Daniele Natalia e Vittorio D'Ercole, sindaco e vicesindaco, in prima linea a fianco delle associazioni di cittadini

Protesta davanti ai cancelli dell'ex stabilimento - 18 giugno 2019



Non è stata una manifestazione partecipata quella che si è svolta stamattina a presidio dell'ingresso dell'ex stabilimento Marangoni di via Anticolana di Anagni in concomitanza con il sopralluogo tecnico da parte di Comune di Anagni, Provincia di Frosinone e rappresentani dell'azienda (assente l'Arpa Lazio) in vista di una possibile ripartenza del termocombustore per pneumatici: tra i presenti, i rappresentanti delle associazioni cittadini, esponenti delle Forze dell'Ordine, alcuni giornalisti, rappresentanti dell'amministrazione comunale, ma pochi, pochissimi cittadini.
Oggi è stato, tra l'altro, il giorno del sopralluogo finale per il rilascio dell'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) a seguito della determinazione regionale n. G10636 del 27 luglio 2017 che ha chiuso, di fatto, positivamente il procedimento di rinnovo dell'autorizzazione già rilasciata nel 2001 per un trattamento di 36 tonnellate giornaliere e rinnovata nel 2006 con validità di dieci anni ed aumento della capacità di combustione quotidiana fino a 39,5 tonnellate.
Il sopralluogo di oggi, dopo il rinvio avvenuto un paio di settimane fa, arriva all'indomani dell'annuncio, da parte della Regione Lazio, della conclusione dell'iter riguardante la pratica partita dopo la richiesta di autorizzazione alla riaccensione dell’impianto.
In capo alla protesta di oggi, il primo cittadino di Anagni avv. Daniele Natalia e il suo vicesindaco, avv. Vittorio D'Ercole, entrambi fermi nel presentare le proprie perplessità sulle conseguenze di una possibile riapertura della struttura. "E' dapprima necessario un controllo approfondito dell'impianto, specie per ciò che riguarda le strutture di controllo e di monitoraggio delle emissioni", hanno spiegato i due massimi esponenti politici cittadini ribadendo, al contempo, che non è la riattivazione di un siffatto impianto non è indicata per un territorio la cui complessa situazione ambientale è da tempo certificata dall'inserimento all'interno del perimetro del SIN.
"Un inceneritore di pneumatici - ha fatto sapere Ilaria Fontana, parlamentare del M5S - è qualcosa che al giorno d’oggi appartiene all’archeologia industriale. Avviarlo in un’area fortemente provata dal punto di vista ambientale e in attesa di bonifica è ulteriormente malsano. Diverse sono infatti le opportunità di recupero a disposizione grazie ai decreti ministeriali “End of Waste” ed è assurdo vedere che la Regione Lazio stia ancora dando seguito ad una proposta impiantistica vecchia e legata a scellerate idee che in origine prevedevano addirittura l’espansione verso l’incenerimento del car fluff, ossia parte di ciò che resta dalla demolizione degli autoveicoli".
Contrario al riavvio del termoinceneritore anche Anagni Cambia Anagni, col suo rappresentante in consiglio comunale Nello Di Giulio; ecco le sue dichiarazioni: "con la nostra massima determinazione sosterremo e faremo valere tutta la nostra contrarietà al processo decisionale applicato dalla Regione (anche per alcune superficialità per il mancato ricorso al VIA),  senza tenere prioritariamente  conto che, a partire dal novembre 2016,  l’impianto in questione rientra in area SIN (Sito Interesse Nazionale) direttamente sottoposta alla responsabilità del Ministero dell’Ambiente chiamato ad approvare qualsiasi intervento e progetto, anche al di là di consuete procedure e Leggi esistenti".










 


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