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Questione Marangoni, interviene pure Sinistra Italiana Anagni: "la città ha bisogno di investimenti per una nuova e “buona” occupazione, e non della riapertura di un inceneritore"

14 giugno 2019

Anche Sinistra Italiana Anagni interviene, con una nota inviata a questa redazione, nel dibattito in auge in questi giorni in città a proposito della richiesta di riattivazione dell'impianto di incenerimento di pneumatici dismessi nell'opificio Marangoni di via Anticolana; ecco la nota integrale e senza modifiche:

Anagni ha bisogno di investimenti per una nuova e “buona” occupazione,  e non della riapertura di un inceneritore che occuperebbe poche unità a fronte di uno scotto da pagare davvero troppo alto dal punto di vista ambientale e della salute pubblica.
 Il 18 Giugno verrà effettuato da parte di vari enti pubblici un sopralluogo presso l’inceneritore della Marangoni che, secondo quanto ci riferiscono i giornali, sarebbe mirato al riavvio di questa attività fortemente inquinante.  Noi siamo contrari anche al sopralluogo che non farebbe altro che legittimare l’apertura del termocombustore.
Inutile ribadire che il territorio di Anagni è uno dei più inquinati d’ Italia, alla pari addirittura alla più famigerata “Terra dei Fuochi”, come risulta anche dal fatto che sia stato considerato Sito di interesse nazionale (SIN) ai fini di bonifica.
Già in passato lo stesso inceneritore è stato oggetto di forti contestazioni  da parte di associazioni  e comuni cittadini per via dell’inquinamento rilevato durante la sua attività.
Ricordiamo ancora oggi quando le amministrazioni comunali precedenti, a causa della presenza di nerofumo e diossina accertati nelle vicinanze dello stabilimento Marangoni, furono costrette ad emettere un’ordinanza con la quale veniva vietata ogni forma di coltivazione e di allevamento in tali zone.
 La riapertura dell’inceneritore  riproporrebbe esattamente gli stessi problemi di allora, andando ad aggravare  una situazione ambientale già ampiamente compromessa.
Una domanda che deve essere sollevata è senza dubbio: quali tipo di tutele l’Attuale Amministrazione di Anagni intende proporre al fine di salvaguardare la salute pubblica. Intende limitare il suo intervento alla sola istituzione di una commissione consiliare aperta? Oppure l’Amministrazione vuole attivarsi anche politicamente, con i loro rappresentanti alla Regione e presso gli altri Enti?
Certamente, sotto questo ultimo profilo, l’Amministrazione di Anagni non ha mai brillato per la sua azione. Si pensi alla battaglia sull’Ospedale. Sono stati creati Comitati (apolitici?) e commissioni, sono state fatte manifestazioni, sono state fatte promesse. Quali sono stati i risultati? Zero!
Noi non vorremmo di certo che la stessa condotta opportunistica dell’Amministrazione si ripresentasse con l’apertura dell’inceneritore, come già sta avvenendo.  
 In ogni caso, è importante sottolineare che in un territorio martoriato quale il bacino del fiume Sacco, vi è un’altissima percentuale di aumento di tumori e malattie respiratorie, soprattutto in età infantile, determinata anche dalla forte presenza di inceneritori, discariche, industrie chimiche, interramento di fanghi tossici e nocivi.
Tutte le aziende che hanno determinato tale insalubrità, prima hanno preso finanziamenti regionali, statali ed europei e poi hanno abbandonato il territorio  lasciando  dietro di loro solo devastazione: inquinamento e disoccupazione.
Sinistra italiana Anagni percorrerà ogni strada possibile affinché si faccia chiarezza su questa spada di Damocle che pende sulle nostre teste.

 

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