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Riattivazione dell’impianto Marangoni di Anagni, l'associazione ambientalista Civis: "gli smemorati della bonifica"

11 giugno 2019


Pubblichiamo di seguito, integralmente, una nota inviata a questa redazione dai responsabili dell'associazione ambientalista Civis, che ringraziamo:

Il 28 agosto del 2017 scrivevamo della “pratica dimenticata” riguardante il superamento delle famigerate CSC (Concentrazioni Soglia Contaminazione) rilevate dall’ARPA Lazio “sul suolo superficiale lungo il fosso posto in prossimità dello scarico della ditta Marangoni in Anagni, Loc. Quattro Strade”, per Piombo, Rame, Zinco e soprattutto PCB. Il Ministero dell’Ambiente chiese subito l’acquisizione di documentazione all’ARPA, al Comune di Anagni ed alla Provincia di Frosinone ”per l’eventuale adozione di iniziative di competenza”. Sono passati due anni senza alcun intervento da parte del Ministero dell’Ambiente e degli altri enti competenti, i quali sembrano afflitti da una particolare e specifica fattispecie di perdita della memoria: la sindrome Marangoni. Eppure la normativa (Testo Unico Ambiente) è chiara: entro trenta giorni dal rilevamento della potenziale contaminazione (superamento CSC) il proprietario e/o il gestore del sito debbono provvedere alla presentazione di una dettagliata indagine ambientale (piano di caratterizzazione); inoltre debbono essere immediatamente attuati interventi per la prevenzione e messa in sicurezza onde evitare la diffusione della contaminazione. Se il proprietario o gestore non provvedono, si debbono attivare d’ufficio gli enti competenti, nel caso il Ministero dell’Ambiente poiché la Marangoni ricade nel SIN Bacino del fiume Sacco. Ed il luogo ove è stata riscontrata la contaminazione da PCB ed altri inquinanti, è particolarmente significativo: il fosso oggetto dell’accertamento dell’Arpa confluisce nel tristemente noto Rio S.Maria, laddove ebbe inizio l’emergenza del 2005 e nacque il SIN, corso d’acqua che a sua volta confluisce nel Sacco. Insomma, siamo nel cuore della “tempesta ambientale” della Valle del Sacco. Alla vigilia della riattivazione dell’inceneritore di pneumatici, la questione della contaminazione e del relativo procedimento di bonifica, si fa ancora più stringente ed urgente. Pertanto, abbiamo indirizzato al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Lazio, alla Provincia di Frosinone ed al Comune di Anagni, una nuova istanza (pubblicata sul sito www.civisferentino.eu) con la quale si richiede non solo la caratterizzazione del sito della Marangoni e le misure di messa in sicurezza, ma anche la verifica della compatibilità della riattivazione ed esercizio dell’impianto con l’esigenza di provvedere alla bonifica. Stavolta, però, non aspetteremo una nuova recrudescenza della perdita della memoria da parte delle amministrazioni pubbliche: se necessario chiederemo al giudice compente di intervenire.

Ferentino, lì 11 Giugno 2019 Associazione Civis


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Di seguito la nota inviata a questa redazione dai responsabili dell'associazione ambientalista Civis, che ringraziamo:
In risposta alla nota inviata agli organi di stampa da Marangoni spa e pubblicata nei giorni scorsi su questo giornale riceviamo e pubblichiamo la controreplica dell'associazione ambientalista Civis di Ferentino:
Gli uffici del Ministero dell’Ambiente ci hanno impiegato meno di un giro d’orologio: è pervenuta nella giornata di oggi all’indirizzo PEC dell’associazione Civis di Ferentino una comunicazione con la quale la Divisione III Bonifiche e Risanamento “alla luce della circostanziata richiesta” dell’associazione stessa, ha chiesto al Comune di Anagni, alla Provincia di Frosinone ed all’Arpa Lazio informazioni e documentazione sulla pratica Marangoni.
Negli ultimi mesi più volte la nostra associazione è stata criticata perché “non partecipa alle azioni popolari e agisce solo sul piano tecnico e giuridico, invece è solo la volontà politica espressa dai cittadini che assicura il risultato”. La vicenda della Marangoni testimonia esattamente il contrario: le manifestazioni di piazza pur se riuscite, sentite e partecipate non influiscono sui procedimenti amministrativi e sui loro esiti. Forse possono orientare alcune scelte e indirizzi attinenti all’attività politica delle istituzioni, che sono però cosa ben diversa e distinta dalle procedure amministrative laddove le decisioni restano in capo ai dirigenti e non ai rappresentanti politici.
Nel dibattito pro-ambiente che tanto sta facendo discutere in questi giorni ad Anagni e dintorni a gamba tesa entra pure Civis, associazione ambientalista con sede a Ferentino; di seguito pubblichiamo la nota inviata dai responsabili di Civis a questa redazione, ringraziandoli di aver voluto condividerla con la nostra redazione e con i nostri lettori: