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La nota del coordinamento delle associazioni per l'Ambiente di Anagni: "viva preoccupazione per l'annuncio della ripresa delle attività dell'inceneritore di pneumatici della società Marangoni" in località Quattro Strade

5 giugno 2019

Viva preoccupazione per le notizie stampa diffusesi nelle ultime ore riguardanti l'annuncio di una ripresa dell'attività dell'inceneritore di pneumatici della Società Marangoni in località Quattro strade di Anagni; ad esprimerla, attraverso una nota stampa inviata a questa redazione, i rappresentanti delle associazioni ANAGNI VIVA, RETUVASA, COMITATO RESIDENTI COLLEFERRO, CIRCOLO LEGAMBIENTE ANAGNI, RAGGIO VERDE, ASSOCIAZIONE DIRITTO ALLA SALUTE, COMITATO SAN BARTOLOMEO, COMITATO OSTERIA DELLA FONTANA, COORDINAMENTO INTERPROVINCIALE AMBIENTE E SALUTE VALLE DEL SACCO E BASSA VALLE DEL LIRI (al quale hanno aderito 32 tra associazioni e comitati) , che si sono riuniti nei giorni scorsi per fare il punto della situazione dopo la pubblicazione sul nostro quotidiano di questo articolo. “L’unica certezza per il momento è il previsto sopralluogo delle autorità competenti, come atto dovuto successivo alla conclusione (luglio 2017) del processo amministrativo di rinnovo dell’autorizzazione, di cui attendiamo di conoscere i motivi e gli esiti”, si legge nella nota inviata a questa redazione. E, ancora: “nel ricordare come già da circa un anno le Associazioni e i Comitati hanno manifestato la loro contrarietà, con la promozione di un ricorso al Tar del Lazio, contro la decisione della Regione Lazio di rinnovare l’ autorizzazione alla riapertura dell’inceneritore di pneumatici di Anagni, nella riunione hanno ribadito l’impegno ad esercitare ogni azione per sventare la ripresa di questa nociva attività di incenerimento, attività che ha impattato l'ambiente ormai da oltre venti anni. .
Occorre ribadire con forza che la Valle del Sacco subirebbe un ulteriore e definitivo colpo mortale con l'impatto causato dall'azione di questo inceneritore, che già in altre occasioni è stato causa di incidenti rilevanti. L'attività di questo inceneritore verrebbe a prodursi in piena area SIN, uno dei siti di interesse nazionale più inquinati d'Italia; al centro di un'area urbana densamente popolata e frequentata da migliaia di persone dirette nei diversi centri commerciali esistenti in zona; in prossimità di vie di comunicazioni strategiche come l’autostrada del sole, la Stazione FF.SS. e la TAV.
 L’impianto di incenerimento è collocato all’ingresso di un comprensorio di notevole importanza, i cui rappresentanti politici assicurano ad ogni elezione la riconversione del sistema produttivo da industriale a turistico-ambientale, con la realizzazione di coltivazioni e di allevamenti biologici di eccellenza.
Ricordiamo infine che nel territorio di Anagni, con la chiusura dell’Ospedale civile, sono completamente assenti i servizi di emergenza previsti dalla legge Seveso a garanzia di soccorsi immediati per la popolazione residente nelle vicinanze di tali impianti industriali.
I cittadini già in passato, unitamente all’amministrazione comunale dell’epoca, si opposero vittoriosamente all’ipotesi che nello stesso inceneritore fosse smaltito il car fluff e, memori di questo importante risultato, oggi le associazioni, consapevoli della difficile battaglia che si profila all’orizzonte, ritengono che solo con l’opposizione diretta e decisa dell’Amministrazione comunale di Anagni, si potrà impedire definitivamente l’attività di incenerimento dei pneumatici nel nostro territorio.
Per questo ancora una volta diciamo basta al sacrificio della popolazione di una Valle che nonostante sia stata riconosciuta quale Sito di Interesse Nazionale, a fronte del grave persistente stato di inquinamento, continua ad essere aggredita da iniziative ad alto impatto ambientale, quali inceneritori tossici e centri di trattamento dei rifiuti, quali discariche, compostaggi, recuperi di ceneri pericolose.
Nel ribadire la necessità di garantire un futuro più sano a noi e ai nostri figli, diamo di nuovo testimonianza di solidarietà a quelle donne e a quegli uomini che, in prima persona, sono state colpite dalle malattie la cui probabile causa primaria è lo stato di inquinamento dell’aria, dell’acqua e della terra”.


TI POTREBBERO INTERESSARE

Di seguito, la nota congiunta di RETUVASA, COMITATO OSTERIA DELLA FONTANA, ASSOCIAZIONE ANAGNI VIVA, ASSOCIAZIONE DIRITTO ALLA SALUTE, COORDINAMENTO INTERPROVINCIALE AMBIENTE E SALUTE VALLE DEL SACCO E BASSA VALLE DEL LIRI, COMITATO RESIDENTI COLLEFERRO sulla questione Marangoni:
Patrica. Il Coordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute Valle del Sacco e Bassa Valle del Liri aderisce alla manifestazione del 22 settembre
Un appuntamento promosso comitato di quartiere di Osteria della Fontana, coordinato dall'avv. Angelo Galanti, per analizzare gli effetti ed i rischi sulla salute, derivanti dall’inquinamento e dalle sue influenze su aria, acqua e alimenti; il titolo del convegno che si terrà sabato 18 marzo prossimo alle 16.30 al palaBancAnagni di via San Magno è, appunto, "Inquinamento ambientale, rischi per la salute nella Valle del Sacco". L'iniziativa è organizzata in collaborazione con le associazioni Re.Tu.Va.Sa., Anagni Viva, Agricoltori della Valle del Sacco e con i comitati di San Bartolomeo, Vignola-Monti e Tufano Insieme. Diversi ed interessanti gli interventi in scaletta, a partire da quelli dell'avv. Angelo Galanti e del dott. Giovambattista Martino, dell'associazione Medici di Famiglia per l'Ambiente di Frosinone e Provincia.
Richiesta di riaccensione e riavvio dell’inceneritore del sito industriale Marangoni: si riunisce la commissione Ambiente; presenti anche le associazioni ambientaliste che esprimono la propria preoccupazione
Da DAS Diritto alla Salute, Associazione ANAGNI VIVA, LEGAMBIENTE Circolo di Anagni e Sgurgola, Comitato OSTERIA DELLA FONTANA, Comitato SAN BARTOLOMEO riceviamo la nota che segue e che pubblichiamo integralmente: