La celebrazione in onore di Sant’Ambrogio sbarca in televisione, dove il sindaco di Ferentino, Antonio Pompeo, insieme al parroco, don Giuseppe Principali, hanno raccontato la particolarità di una cerimonia in tempo di Covid-19, in diretta dalla cattedrale dei Santi Giovanni e Paolo.

Il programma di Rai Due, ‘I Fatti Vostri’, condotto da Giancarlo Magalli, si è interessato della singolare organizzazione che quest’anno non ha potuto vedere coinvolti fisicamente tutti i fedeli, i cittadini e i visitatori che ogni primo maggio riempiono strade e piazze della città per assistere alla celebrazione in onore del Santo Protettore. L’idea è stata quella di lanciare un contest fotografico: chiunque ha potuto inviare una foto legata alla festa in onore di Sant’Ambrogio, che il Comune ha provveduto a stampare e a posizionare sui banchi del Duomo. Così circa 6000 persone, in 1500 scatti, sono state comunque, anche se virtualmente, presenti nel giorno della festa.

Lo scorso primo maggio, infatti, durante la messa officiata dal vescovo Spreafico e alla quale era presente, oltre al parroco don Giuseppe, anche il sindaco Pompeo, proprio quest’ultimo, al termine del rito, si è tolto la fascia e l’ha consegnata al Santo, ponendola sul basamento della statua. Un gesto di grande significato simbolico, con il quale il sindaco ha affidato tutta la comunità al suo Protettore, portato poi a spalla ed esposto dal punto più alto della città, in modo da essere visibile dai palazzi sottostanti e applaudito dai cittadini che sono riusciti, comunque, a vederlo.

E questa mattina, nel programma di Rai Due, sindaco e parroco sono stati ospiti di Giancarlo Magalli che ha sottolineato la bellezza della città di Ferentino e la peculiarità di una celebrazione, quest’anno resa particolarmente sentita a causa dell’emergenza che non ha permesso i tradizionali festeggiamenti. Magalli, anche divertito per la situazione che scherzosamente ha paragonato alla saga dei film di Peppone e Don Camillo, ha puntato l’attenzione proprio su una figura che unisce tutti, senza distinzione alcuna.

Sono orgoglioso, e non nascondo una punta di emozione, – ha commentato il sindaco Pompeo – per aver raccontato, insieme a don Giuseppe, cosa significhi Sant’Ambrogio per Ferentino e per i Ferentinesi. Una storia di fede, devozione, tradizione, sentimento e senso di appartenenza che è nel dna di tutti coloro che qui sono nati, vivono e tornano se sono dovuti andare via. Un onore che la nostra bella città abbia mostrato il legame profondo, incondizionato e senza tempo che la unisce al suo Santo. L’ho promesso e sono uno che le promesse le mantiene: appena sarà possibile festeggeremo tutti insieme Sant’Ambrogio, onorandolo e celebrandolo come merita”.