Decine di sacchetti di rifiuti abbandonati lungo le strade periferiche di Sgurgola e di Anagni, sacchi pieni di bottiglie vuote, avanzi di cibo e addirittura un passeggino abbandonato nel bel mezzo di una zona verde che costeggia il fiume Sacco, in territorio di Anagni ma a due passi dalla stazione ferroviaria di Sgurgola: suscita rabbia ed indignazione l’ennesima prova di scarso senso civico da parte di alcune persone le quali – mentre la quasi totalità dei cittadini cerca di rispettare rigidamente le regole per fronteggiare la più grave crisi sanitaria della nostra storia – si lasciano andare a comportamenti incivili e inaccettabili.

E se da un lato si sono viste tante iniziative di solidarietà ideate messe in campo da cittadini di buona volontà per aiutare i propri concittadini, dall’altra si sono accentuate alcune forme di inciviltà che ovviamente esistevano già da prima della pandemia ma che con essa si sono sicuramente accentuate. Al problema dell’abbandono dei sacchi di spazzatura che già affliggeva le nostre città, infatti, si è aggiunta la bella moda di buttare per la strada guanti di plastica e mascherine monouso con un potenziale danno sanitario: a fronte dell’impossibilità di mappare ad oggi tutti i portatori asintomatici del Coronavirus, mascherine e guanti sono da considerarsi rifiuti potenzialmente infetti e vanno per questo smaltiti nell’indifferenziato.
Un fenomeno – quello dell’abbandono dei rifiuti sul territorio – che è stato segnalato più volte negli ultimi mesi da questo giornale e che certamente rappresenta un problema dal punto di vista della pulizia e del decoro, oltre che teoricamente anche un rischio per la salute, che va affrontato di petto e con misure severissime dalle rispettive amministrazioni comunali nei rispettivi territori di competenza.