Salviamo la storia di Roma.

I sampietrini sono parte inseparabile di questa inimitabile città eterna. Su ciascuno di loro sono impresse l’abilità e la fatica di scalpellini che li hanno strappati alle montagne e trasformati in strada. Su ognuno di quei selci ha camminato un pezzo della storia recente.

Ora si vorrebbe sostituirli con un’impersonale colata di asfalto: con l’alibi di una dolorosa necessità. Dettata in apparenza da motivi di sicurezza, con l’obiettivo di ottenere una incolumità solo presunta. Il sampietrino non è pericoloso: lo è una strada senza manutenzione, progettata e costruita per sostenere un traffico ed un peso che vengono invece superati quotidianamente almeno con il doppio dei carichi previsti.

Esiste un’alternativa alla soppressione dei sampietrini. In grado di salvaguardare la storia di Roma e garantire allo stesso tempo la sicurezza per veicoli e pedoni.

Sono i sampietrini ecologici che vengono prodotti alle porte di Roma in quella che è stata Hernica saxa colunt quos dives Anagnia pascit: la città di Anagni.

Alcune delle principali città europee ed americane li hanno già scelti per l’esatto motivo che ora sta costringendo Roma a sostituire i selci ormai consumati: i moderni sampietrini sono certificati antiscivolo, scientificamente più resistenti della pietra tradizionale, dotati di una forma studiata appositamente per scaricare il peso in maniera tale da evitare la formazione di buche. Sono notevolmente più economici, vengono realizzati rispettando l’ambiente, senza scavare montagne, senza impiegare manodopera minorile.

Inoltre le moderne tecnologie consentono di replicare in maniera perfetta il colore della attuale pavimentazione che attraversa il centro di Roma.

Il bitume cancellerebbe secoli di storia, la bellezza caratteristica delle vie del centro. Perché il sampietrino è parte della bellezza e del fascino antico di Roma, rappresenta uno dei tratti essenziali, al punto che potrebbe essere uno dei simboli di Roma. Per molti turisti, passeggiare su un selciato carico di storia è un’emozione non replicabile ad altre latitudini. Le nostre strade sono motivo di attrazione del turismo. E il turismo è e sarà la principale fonte di ricavi per la città. Una città è bella se il suo decoro ed arredo è bello. E se è bella i turisti vengono.

È comprensibile e condivisibile la necessità di garantire strade sicure. Ma il sanpietrino rappresenta la superficie della città: se ci sono voragini bisogna vedere in modo più approfondito il problema. Guardare sotto e non solo la superficie. Vale non solo per le strade: sotto, Roma è vuota e non è certo cambiando la superficie che si risolverà il problema del peso sulle strade.

Una colata di asfalto non risolverà nulla. E cancellerà una parte della bellezza di Roma, Possiamo evitarlo. Valutiamo anche la possibilità di ricorrere ai nuovi sampietrini green, così come stanno già facendo altre importanti città del mondo.

Sono a due passi. Garantirebbero a Roma di mantenere tutto il suo fascino, restituirebbero alle sue vie la sicurezza. Proietterebbero la città eterna nella modernità dell’economia circolare che è già simbolo di questo nuovo secolo.

Prima di sopprimere un pezzo della storia dell’Urbe, pensiamoci.

articolo a cura di  Francesco BORGOMEO