Marco Ciocchetti

Lui, Marco Ciocchetti, è rimasto sempre lo stesso: umile, legatissimo alla sua famiglia e alla sua terra. Questo ragazzo di via Strimo ha discusso con grande successo la tesi al termine del dottorato, una discussione che si è svolta in modalità videoconferenza, come accade da circa un mese.
Infatti il dottorato di ricerca è il più alto titolo accademico nei paesi occidentali. Il titolo – conseguito presso l’Università di Tor Vergata – è definito comunemente Ph.D. (nei paesi anglofoni è Doctor of Philosophy – dal latino Philophiae  Doctor). Per iniziare la scuola di dottorato bisogna vincere un concorso pubblico indetto dalle università. Se vinto, inizia un periodo di tre anni dedicati soprattutto a un argomento di ricerca presentato in sede di concorso. Dopo questo periodo di tre anni, si presenta una tesi e si discute in commissione, la quale è composta da due esperti esterni all’università. Il titolo ti permette di acquisire l’abilitazione scientifica e, un giorno, insegnare presso le università. La ricerca si fa su un determinato argomento pertinente all’ambito di una disciplina: Marco ha scelto la storia medievale.
“Nel mio caso – ha spiegato – l’argomento era di storia della chiesa, in particolar modo storia del collegio cardinalizio dal 1261 al 1303. Ho studiato i conclavi che elessero i papi in questo periodo storico e i profili socio-politici di ogni singolo cardinale”.
Marco ha raggiunto l’apice del percorso di studi e il sostegno della sua famiglia non è mai mancato, iniziando dal sui papà Alberto Ciocchetti, la mamma Simonetta Amadio, la sorella Tamara Ciocchetti, la nonna Antonietta Principia e al grande affetto degli zii.
Marco ha voluto ringraziare “i miei professori Marco Vendittelli e Alessandro Carocci: sono stati, sono e saranno sempre i miei maestri, sia della materia che, soprattutto, di vita”.