“Siamo in una vera emergenza sociale ed economica. Quello che il Covid sta generando nella nostra Regione è addirittura peggio della profonda crisi finanziaria mondiale che portò al crac del colosso Lehman Brothers. Bene che i 400 milioni di euro del governo siano vincolati, ossia destinati esclusivamente a misure urgenti di solidarietà alimentare per consentire alle persone in stato di necessità di soddisfare i bisogni più urgenti ed essenziali”. Così in una nota affermano i segretari generali della Cisl Lazio e della Fnp Cisl Lazio, Enrico Coppotelli e Paolo Terrinoni, e il presidente Anteas Lazio Tommaso Ausili. “Perché purtroppo è di questo che stiamo parlando – continua la nota – in questa fase stiamo assistendo, soprattutto per gli anziani e per i disoccupati anche alla difficoltà di soddisfazione dei bisogni primari. La Cisl del Lazio, l’Fnp Cisl Lazio e l’Anteas Lazio hanno fatto una mappatura delle risorse che verranno assegnate ai territori della regione. Andando ad approfondire i dati che riguardano il nostro territorio regionale vediamo che l’importo spettante a tutti i 378 Comuni è pari a circa 37 milioni di euro”, così ripartiti: i comuni della provincia di Frosinone riceveranno complessivamente 3.771.436,75 euro, i comuni della provincia di Latina 4.356.453,99 euro, i comuni della provincia di Rieti 1.070.750,05 euro, i comuni della provincia di Roma 25.539.710,85 euro e i comuni della provincia di Viterbo 2.256.141,51 euro.
“Una boccata d’ossigeno in quei territori e in quelle piccole comunità dove maggiormente si annidano il disagio e le difficoltà quotidiane. Crediamo fortemente a questa iniziativa, in quanto potrebbe diventare un catalizzatore per le catene di solidarietà – aggiungono Coppotelli, Terrinoni e Ausili -. Il nostro territorio regionale è sempre stato storicamente solidale ed è per questo che è il momento di fare squadra tra le filiere dei produttori, delle associazioni, delle aziende e delle persone singole, o tramite l’attivazione coordinata a supporto del progetto delle grandi strutture associative e di volontariato. Indubbiamente questi devono essere processi attivatori e moltiplicatori di solidarietà, in ogni angolo dei 378 comuni che compongono il nostro territorio regionale”, conclude la nota.