Di seguito pubblichiamo la nota inviata a questa redazione dalla segreteria dellOrdine provinciale dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione di Frosinone

L’emergenza pandemica COVID sta mettendo a dura prova la Nazione e il Mondo intero e, come ormai è noto, ha raggiunto anche la nostra Provincia dove, da un confronto diretto con quanto avvenuto nelle Province del Nord, ben presto la curva epidemiologica potrebbe puntare vertiginosamente verso l’alto.

I dati statistici e l’esperienza di chi sta sostenendo da tempo lo scontro in campo aperto contro il virus, dimostrano che il numero degli operatori sanitari infetti è altissimo, superiore all’8% a livello nazionale. Gli scenari sono i più improbabili: SARS CoV 2 ha colto tutti impreparati ed i professionisti del settore sanitario si trovano molto, troppo spesso ad operare sprovvisti degli adeguati dispositivi di protezione individuale. “Il mondo delle professioni sanitarie è articolato e complesso, diventato molto diverso da quello di alcune decine di anni fa” (documento della Federazione Nazionale degli Ordini del 20 Marzo 2020) e, di conseguenza, i professionisti chiamati a raccogliere questa emergenza non sono solo Medici e Infermieri, ma anche Fisioterapisti, Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico, Tecnici Sanitari di Radiologia Medica, Tecnici della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro, Tecnici di Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare, Assistenti Sanitari e tutte le altre professioni tecniche della riabilitazione e della prevenzione afferenti al nostro Ordine.

Tutto il personale sanitario attualmente impegnato nella lotta al Coronavirus deve essere quindi tutelato alla stessa maniera, visto che l’emergenza è impedire con attenzione che si ammalino, oltre ai cittadini, anche i coloro che lottano contro la malattia e le sue conseguenze. La realtà dei fatti è purtroppo lontana dall’essere ideale: dai pubblici, ai privati accreditati, ai privati stessi sia ambulatoriali (ove ancora attivi) che territoriali, i protocolli di sicurezza andrebbero rispettati ora più che mai, ma le testimonianze dirette non sono tra le più incoraggianti. Non sono di certo sufficienti circolari, norme, consigli, indicazioni, pur di sicuro utili, ma che allo stesso tempo impattano brutalmente con la realtà di questo grave momento.

Non c’è dubbio che, in questa fase di rischio elevato, uno dei punti più importanti da affrontare riguardi l’utilizzo dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale): oltre al rispetto delle buone pratiche, è doveroso sottolineare che indossare veri e propri dispositivi di protezione delle vie respiratorie, le cosiddette FFP e non mascherine chirurgiche, rappresenta una delle prime misure di prevenzione per limitare la diffusione di COVID-19 negli operatori che possono entrare in contatto diretto con persone che presentino sintomi o patologia conclamata. Al contempo, se è fondamentale contenere i problemi di approvvigionamento di questi dispositivi, laddove l’uso prolungato sia indubbiamente preferibile al riuso, si consideri che le maschere con la dizione “monouso” non possono essere in nessun caso riutilizzate. Sono state sollevate preoccupazioni proprio riguardo all’adozione di queste pratiche, il cui rischio più significativo è la trasmissione dei patogeni per contatto con la superficie del respiratore contaminato.

L’Ordine TSRM-PSTRP della Provincia di Frosinone con a capo la Dr.ssa Patrizia D’Amico, in sinergia con tutte le Commissioni d’Albo ed i loro rappresentanti, hanno a tal proposito destinato un fondo di solidarietà alla ASL di Frosinone per l’acquisto di materiali e dispositivi utili alla gestione dell’emergenza. Si invitano quindi iscritti, cittadini e tutti coloro che vogliano incrementare il fondo ad effettuare una donazione tramite bonifico al seguente IBAN: [riferimenti su www.tsrm-pstrp.frosinone.it]

Infine, pur sembrando banale ribadire lo stesso consiglio alle Istituzioni, che sempre hanno goduto della fiducia di questo Ordine, ci permettiamo di sollecitarle ulteriormente visto che, come appare evidente, la situazione sta evolvendo molto velocemente, facendosi forza proprio sulle più piccole disfunzioni organizzative.

Anche la Asl di Frosinone, per sopperire alla carenza di personale, ha aperto la strada alle manifestazioni d’interesse ormai diffuse a livello nazionale. Ci auguriamo quindi che si continui ad assicurare vigore e assetto d’emergenza a tutti gli ambiti dei Professionisti Sanitari, non dimenticando quelli iscritti all’Ordine dei TSRM e PSTRP che, chiamati in causa, stanno adoperandosi senza risparmio di energie.