Prima che scoppiasse la pandemia avevo iniziato un master sulla psiconcologia, le malattie organiche gravi e la palliazione. Come per tutte le attività ne è stata sospesa la frequenza, ma ci è stato richiesto di esprimere come secondo noi possa sentirsi un paziente oncologico ai tempi del Coronavirus. Invio questa riflessione nella speranza che l’empatia spinga tutti a riflettere, specialmente chi nonostante le restrizioni che ci sono state imposte, continua ad uscire. Lo scopo è quello di far comprendere come stia vivendo questa situazione d’emergenza, chi oltre al virus sta combattendo altre battaglie.

Avere il Cancro ai tempi del coronavirus: le due “C” che potrebbero uCCiderti: diventare un malato oncologico è qualcosa che ti devasta la vita, esserlo ai tempi del coronavirus è qualcosa di potenzialmente letale.

Sono pienamente convinta che nessuna situazione o stato d’animo, possa esser davvero compreso nella sua interezza, se non vissuto, ma nonostante ciò, provo ad immedesimarmi in un malato oncologico e ad immaginare cosa possa provare in questo momento d’emergenza mondiale.

La diagnosi di un Cancro non se l’aspetta mai nessuno, probabilmente nemmeno chi inizia a fare accertamenti, perché nell’immaginario comune, il Cancro è sempre qualcosa che può succedere ad altri, ma non a noi, o almeno ci convinciamo di ciò.

Probabilmente per paura, lo fa solo il nome… “Cancro”, per non parlare di quando ad esso si aggiungono parole come stadio, natura, prognosi, chemioterapia, radioterapia, palliazione e potremmo continuare all’infinito.

Ancor più paura la fa la rappresentazione che abbiamo nelle nostre menti, immaginiamo i malati di Cancro senza capelli, con continue crisi di emesi per le terapie, privati di ogni forza, costretti ad andare in ospedali per lunghi periodi e quello che ci spaventa di più è l’associazione che facciamo tra il Cancro e la morte, come se fosse un destino quasi certo. Tutti quando sentiamo la parola Cancro, pensiamo inevitabilmente alla morte.

Continuiamo a pensare che il Cancro non ci toccherà mai, fin quando un giorno ti svegli e prima che si concluda la giornata, ti arriva questa terribile diagnosi, allora realizzi che nessuno è immune e che adesso questo mostro ha deciso di prendersela anche con te.

Ti fermi, nella tua testa si ferma l’intero mondo, ti chiedi perché sia successo proprio a te, pensi se la causa possa essere in qualche tua abitudine malsana o in altro, devi necessariamente trovare qualcuno o qualcosa a cui dare la colpa, non è possibile che sia accaduto a te! Pensi che la tua vita non sarà più la stessa, pensi che tu non sarai più lo stesso!No, non può essere vero… Continui a pensare a quello che dovrai affrontare, fino ad arrivare alla conclusione che potresti morire ed ecco che tutto diventa buio, senti la gola stringersi e ti manca il respiro. Sei stato travolto dalla paura, ti senti improvvisamente perso e impotente verso quel che ti è piombato addosso.

Potresti pensare di non farcela ad affrontare tutto e spesso a convincerti del contrario sono le persone che hai vicino, disposte a lottare con te nella tua battaglia.

Questo però non può esserti d’aiuto oggi, non con il coronavirus, sei privato di ogni contatto con le persone, anche quelle a cui tieni di più, non possono avvicinarsi a te, non possono abbracciarti, non possono esserti fisicamente vicine, perché adesso potrebbero ucciderti. Al tempo del coronavirus non puoi nemmeno contare sull’abbraccio rassicuratore di una persona cara, non puoi stringere i tuoi figli nell’incertezza del tempo a tua disposizione in questa vita, non puoi trovare rifugio nelle braccia della persona che ami. Non puoi evadere dalla realtà neanche con l’amore.

Assurdo vero? Non solo hai il Cancro, ma devi affrontarlo anche da “solo”.

E di cose assurde ce ne sono altre, come il fatto di essere un immunodepresso per le terapie che stai facendo, ciò vuol dire che per sconfiggere il Cancro le terapie stanno distruggendo anche il tuo sistema immunitario, e che questo virus che potrebbe essere potenzialmente letale per qualcuno, per te rappresenta una morte certa. Non è facile da accettare, di solito le cure servono a stare meglio, tu invece ti curi per star male e indebolirti ancor di più, e in tutta questa sofferenza non hai nemmeno la certezza di uscirne vivo.

Ed è assurdo che per recarti in ospedale a fare le terapie che dovrebbero salvarti la vita dal Cancro, rischi di contrarre il virus che potrebbe ucciderti e sei quindi costretto a girare protetto con una mascherina e altri presidi che ti limitino la possibilità di contagio. Presidi che però fatichi a reperire, perché non sono più disponibili, gli ipocondriaci di turno le hanno prese d’assalto mesi prima che scoppiasse l’emergenza e adesso con l’ampia necessità, faticano a trovarle anche i medici che ogni giorno lottano contro questo pericoloso virus. Pensi a come ti vedrà la gente, già prima soffrivi per il tuo aspetto fisico, mostravi le caratteristiche tipiche di un malato oncologico e conoscevi lo sguardo invadente e pesante delle persone che ti guardavano con un senso di tristezza, adesso vestito in quel modo, attirerai lo sguardo ancor di più, il tuo Cancro sarà ancora più evidente, e per te che fatichi ad accettarlo, sarà ancora più difficile.

Tra le cose assurde c’è anche la carenza di ventilatori polmonari e posti letto in terapia intensiva, quelli che servono a chi da solo non riesce a contrastare il virus, e per assurdo nel caso si arrivasse al default degli ospedali, di cui tanto parlano i telegiornali e gli anestesisti dovessero decidere chi salvare, tu da soggetto a rischio quale malato oncologico, non sarai tra quelli con una prognosi fausta per poter esser salvato.

Quindi tu che prima dovevi lottare per sconfiggere il Cancro, adesso devi lottare per sconfiggere il Cancro e non contrarre il coronavirus, perché se ti salvi dal primo potrebbe comunque ucciderti il secondo e non dimenticare che in tutto ciò devi stare lontano da tutte le persone che vorresti vicino a sostenerti, perché per te potrebbero essere dei killer.

Il Cancro non solo ti ha rubato il lavoro, la famiglia, la tua stessa vita, ma ti ha reso debole davanti al virus che la maggior parte delle altre persone, con le dovute cure e in assenza di patologie, possono superare. Tutto questo ti fa odiare il Cancro ancor di più e a momenti ti fa sentire profondamente depresso, vorresti mollare.

Ti ritrovi ad affrontare il Cancro da solo, a combattere con la paura di morire per una cosa o per l’altra, sai di avere due bombe ad orologeria, una dentro di te e una fuori, sai che potrebbero esplodere da un momento all’altro, ma devi trovare la forza di lottare, sperando che tu riesca a disattivare la tua bomba e che nel frattempo gli angeli con il camice bianco, riescano a trovare la soluzione per disinnescare la bomba lanciata nel mondo intero.

Vorresti tanto svegliarti da questo incubo, all’inizio hai provato a negarlo, ma adesso sai che è la realtà e ti sembra così brutta che la tua disperazione ti chiede se ne valga la pena di lottare così, se ci sia qualche speranza che tu riesca a superare tutto e ad uscirne vivo.

Quanta paura, non avevi messo in conto il Cancro, figuriamoci il Cancro in una pandemia.

Insieme alla paura hai però tanta rabbia, ti chiedi perché stia accadendo tutto adesso, perchè?

E mentre tu stai lottando ogni singolo secondo per salvare la tua vita, rispettando quello che il presidente del consiglio ha ordinato all’intera nazione, e cioè di rimanere in casa e limitare i contatti, vedi che ci sono molte persone che se ne stanno letteralmente fregando, continuando a fare la loro vita come se nulla fosse. E ti fa rabbia, tu lotti “solo” contro due mostri che potrebbero entrambi ucciderti… e la gente fa egoisticamente quel che vuole, pur sapendo che le loro azioni ricadranno su tutti, che purtroppo a rimetterci saranno i più fragili e tu sei consapevole di essere sfortunatamente uno di quelli.

Potresti sentirti fortunato perché ti hanno dato la possibilità di continuare le cure, hanno interrotto tutti i servizi ospedalieri, tranne le urgenze e quelli che riguardano la dialisi e l’oncologia, ma sai perfettamente che questa è solo la conferma di quanto siano gravi entrambi, Cancro e coronavirus. Le due C che potrebbero ucciderti.

E c’è un’altra C che ti sta mettendo a dura prova ed è quella di casa, un luogo familiare sì, ma adesso rappresenta il luogo in cui sei chiuso dal resto del mondo, il luogo in cui stando solo ti fa pensare e tutto questo rimuginare adesso finisce per buttarti giù, sei solo e sei costretto ad ascoltarti, affrontando tutto quello che fino ad ora avevi represso, magari anche la malattia stessa.

Vorresti gridare, a volte lo fai, vorresti fuggire da tutto, ma sai che non puoi, sai che devi trovare la forza per lottare, la speranza di uscirne vincitore, ma da solo non ce la fai e allora devi cercare un altro modo per sentire il calore delle persone che vorresti vicine, devi sostituire una chiamata ad un abbraccio che vorresti, già, devi tenere ancora più duro!

articolo a cura della dott.ssa Martina Bonanni, psicologa