il premier Giuseppe Conte

E’ stato reso noto, nel tardo pomeriggio di oggi, domenica 22 marzo, il testo del nuovo DPCM firmato dal premier Giuseppe Conte che decreta una nuova stretta sulle attività produttive del Paese, già a partire da domani. Il decreto verrà pubblicato in un’edizione straordinaria della Gazzetta ufficiale. A restare aperti saranno negozi di pc, smartphone e informatica, supermercati, farmacie, banche, uffici postali, call center e corrieri. Il decreto parla di “sospensione delle attività produttive industriali o commerciali” ad eccezione delle filiere necessarie e di quelle che consentano il funzionamento di queste ultima e indica un elenco di attività che potranno continuare a restare attive.
L’elenco spazia dall’agricoltura all’alimentare, dalla farmaceutica alla chimica, dall’industria tessile (escluso l’abbigliamento) ai trasporti, alle attività di magazzinaggio; dal comparto dell’energia agli acquedotti, alla raccolta e smaltimento dei rifiuti, dall’installazione di impianti elettrici e idraulici a tutte le attività di manutenzione e riparazione di apparecchi, macchine e macchinari vari, dai call center sino (ovviamente) all’assistenza sanitaria ed ai servizi di assistenza sociale residenziale. Ma poi anche chi produce carta, plastica e vetro è compreso in questa lista, visto che si tratta di produzioni indispensabile per confezionare cibi, bevande e medicinali.
Le decisioni del Governo non hanno accontentato le organizzazioni sindacali che, ora, minacciano lo sciopero generale accusando il premier di non aver tenuto conto della tutela della sicurezza dei lavoratori e di aver subito le pressioni di Confindustria.
Stando a quanto si legge nel decreto, continuano le attività per le coltivazioni agricole, dell’allevamento e della produzione di prodotti animali. Allo stesso modo continuano tutte le attività di pesca e acquacultura, nonché la fabbricazione di macchine per “l’agricoltura e la silvicultura”.
Restano aperte le attività per “estrazione di petrolio greggio e di gas naturale” nonché le “attività dei servizi di supporto all’estrazione di gas naturale e di petrolio”, come per esempio la raffinazione. Non chiudono le industrie alimentari e quelle delle bevande, della fabbricazione di spago, corde, funi e reti agli imballaggi in legno e di fabbricazione di carta. Chiudono le produzioni di “articoli di abbigliamento”, ma non quelle legate alla “fabbricazione di tessuto non tessuto, confezioni di camici, divise ed altri indumenti di lavoro”.
Restano aperte le attività per la “fabbricazione di prodotti chimici, prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici, articoli di gomma, articoli in materie plastiche, fabbricazioni di vetreria per laboratori, per uso igienico e per farmacia”. Consentita, inoltre, “l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione consentita e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari. Resta altresì consentita ogni attività comunque funzionale a fronteggiare l’emergenza”. Garantite, inoltre, le attività dell’industria dell’aerospazio e della difesa, nonché le altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale, previa autorizzazione del Prefetto. Le attività sospese, si legge nel testo, possono continuare con lavoro agile.

Il Decreto, in formato .pdf