Dal gruppo Cittàtrepuntozero e da Sinistra Italiana Anagni riceviamo la nota che segue, pubblicata in forma integrale e senza modifiche:

Un’epidemia ci ha colpito e la situazione sembra ogni giorno più grave. La Ciociaria, di conseguenza, ha bisogno di prepararsi a fronteggiare la possibile emergenza prima che sia troppo tardi: servono innanzitutto posti letto, ventilatori e macchinari per la rianimazione. Il nostro Paese, messo oggi a dura prova di fronte a una situazione di crisi sanitaria così grave, improvvisamente si è risvegliato da un torpore che sembrava avesse fatto dimenticare il progressivo smantellamento del settore pubblico, che si protrae per lo meno da un paio di decenni. L’epidemia da SARS-Cov-2 sta spingendo il nostro sistema sanitario al collasso: le strutture ospedaliere devono fronteggiare l’impennata di contagi, oltre a quanto già da sempre hanno trattato. Basti pensare che incidenti, ictus, infarti non hanno certo smesso di verificarsi nè è diminuita l’incidenza statistica di questi stessi solo perchè adesso il Covid-19 ci sta spingendo alle corde. Bisogna agire, in primis ripristinando i nostri ospedali. Quello di Anagni da diversi anni è stato riconvertito, depotenziandolo fino a svuotarlo della sua stessa identità. L’edificio c’è ed è solido; all’interno sono presenti reparti pronti ad ospitare macchinari e pazienti. Bisogna urgentemente riattaccare la spina con criterio e cognizione di causa! Va fatto ora! Che differenza farebbe, in questo momento, se l’ospedale fosse attivo ed efficiente, almeno per quanto riguarda la cura delle patologie più importanti? Abbiamo anche necessità di personale qualificato, in grado di far fronte a situazioni come quella che si sta presentando adesso. Che senso ha tenere un ospedale inattivo mentre ci sono regioni che chiedono aiuto perché non hanno più posti letto per I propri malati? Ci appelliamo al governatore Zingaretti e al Ministro della Sanità affinché si attivino per la riapertura del nosocomio di Anagni. E’ questo il momento di agire: mentre il virus si avvicina sempre di più e sembra placcarci stretto e oltretutto alle spalle, di nascosto, la nostra città è priva di risposte anche per chi malato già lo è. Con questo comunicato ci appelliamo a Regione e Ministero ed adotteremo altre iniziative, qualora si rendesse necessario.
E’ una battaglia di civiltà e soprattutto di giustizia: sono decenni che va avanti, oggi noi vogliamo, pretendiamo anzi, risposte e soluzioni!