Con delibera n° 371 del 19 dicembre 2019 avente a oggetto la “Riqualificazione dell’area archeologica degli Arcazzi e valorizzazione del parcheggio di Piscina” l’amministrazione comunale di Anagni ha ufficializzato la realizzazione di un parcheggio nell’area cittadina denominata Giardino di Piscina che prevede una nuova struttura in calcestruzzo e acciaio, pilastri ed archi, rampe e scale. Le associazioni Agorà, Anagni cambia Anagni, Anagni Viva, Comitato Via degli Orti, Acta est Fabula, Circolo Legambiente, Quartiere Cerere, Sconfinatamente, Terra Dolce, Città in Arte sono contrarie al progetto per molteplici ragioni che di seguito sono elencate nel comunicato inviato a questa redazione: “l’incompatibilità degli aspetti urbanistici (l’area è censita F3 parco pubblico), il danno di insieme all’architettura archeologica-paesaggistica (Arcazzi e mura di cinta romane), il costo sproporzionato del progetto, il danno ambientale che l’opera comporta, la distruzione della memoria storica, naturale e sociale del parco.
Il Giardino di Piscina è stato realizzato alla fine del 1800 con lecci e platani, aiuole, panchine e una fontana centrale. Nel giardino intere generazioni hanno trovato salubre ristoro e ancora oggi sono vive nel ricordo dei ragazzi d’allora le gioiose giornate trascorse nel verde, sotto l’occhio vigile dei giardinieri comunali: Neno e Mario Scalabrino. Il Giardino, con l’esigua area giochi, è l’unico parco pubblico cittadino accessibile a tutti, soprattutto alle categorie più deboli. Nonostante ciò è stato lasciato in un pietoso stato di abbandono. Viene utilizzato abusivamente come parcheggio e la storica fontana è stata progressivamente eliminata. La città di Anagni ha bisogno di aree verdi per la qualità della vita della comunità. Il pericolo per la salute della popolazione delle aree urbane è tale da spingere tutte le amministrazioni comunali attente a studiare piani di decongestione automobilistica e di mobilità alternativa; a
predisporre interventi radicali di tutela ambientale ed a pianificare la piantumazione intensiva di alberi (come previsto dal progetto ‘Ossigeno’ della Regione Lazio). La sostituzione del giardino con il parcheggio e l’aumento del numero di veicoli comporta invece l’alterazione irreversibile del microclima dovuta allo scarico di “miscele velenose” e all’accumulo del calore generato dalle superfici artificiali. La variazione del microclima locale danneggia la vegetazione riducendo o annullando l’azione benefica che essa svolge attraverso l’abbattimento degli inquinanti, l’ossigenazione dell’aria, il mantenimento dell’umidità naturale e la protezione della biodiversità. L’effetto degli inquinanti è infatti mitigato o addirittura annullato dalla presenza del verde urbano. Tutela del verde vuol dire diritto alla salute!!! Tutti siamo chiamati a gestire il suolo e l’ambiente secondo criteri di sostenibilità, obbligati da una corsa contro il tempo in cui è in gioco la nostra sopravvivenza. Il riscaldamento globale e le alterazioni del clima stanno spingendo i paesi illuminati a fare scelte diverse contribuendo alla riforestazione e al risanamento dell’ecosistema urbano… non rimaniamo indietro!”.