Dopo il dramma della perdita di Mirco Cisbaglia, con uno strascico di dolore immisurabile, si apre ora anche uno scenario drammatico per gli amici e i parenti che devono sopravvivere nella concretezza della quotidianità senza più (e d’improvviso) poter contare sul sostegno e sul sostentamento della presenza di un ragazzo così caro. Una morte, quella di Mirco, che ha lasciato attonite due intere comunità, quella di Anagni – dove Mirco era nato e cresciuto – e quella di Torre Cajetani, dove abitava con la compagna e i figli piccoli; una morte sulla quale ora dovrà fare piena luce l’autorità giudiziaria chiamata in causa dagli stessi familiari che si sono rivolti ieri – venerdì 21 febbraio – ad un legale che li guiderà nel percorso di accertamento di eventuali responsabilità per quanto accaduto al loro congiunto.

Il calvario di Mirco ha avuto inizio nella notte a cavallo tra il 19 e 20 febbraio: giunto al Pronto Soccorso dell’ospedale di Alatri con un forte dolore alla spalla destra e, per questo motivo, fatto sedere su una sedia a rotelle, dopo diverse ore (attorno alle 6.30 del mattino) Mirco sarebbe stato rimandato a casa, pare con il consiglio di farsi visitare da un ortopedico. Solo due ore dopo, attorno alle 8.30, a causa dei dolori sempre più lancinanti, Mirco è stato nuovamente accompagnato in ospedale – stavolta a Frosinone – nel cui pronto soccorso è stato accettato in codice rosso e sottoposto agli esami del caso. Solo alle 13.30 i famigliari sarebbero stati informati circa la diagnosi del 39enne: un ematoma che sanguinava per il quale, nel caso in cui non si fosse riassorbito, si sarebbe reso necessario l’immediato trasferimento a Roma. La situazione, purtroppo, è degenerata e Mirco è venuto a mancare alcune ore dopo. Per accertare le cause della morte, i famigliari di Mirco hanno richiesto l’esame autoptico sulla salma, nominando consulente tecnico di parte il proprio medico legale di fiducia, e il sequestro delle cartelle cliniche e di tutta la documentazione medica presente presso gli ospedali di Alatri e Frosinone, riservandosi anche la facoltà di costituirsi parte civile. Un dramma di portata immensa che ha sconvolto tutti coloro che conoscevano questo ragazzo dai modi gentili e cordiali che, solo pochi anni fa, aveva perduto un fratello – Matteo – in un tragico incidente stradale. L’azienda sanitaria si sarebbe già resa disponibile a trasmettere una relazione e a fornire la documentazione in possesso: tutto il fascicolo sarà in caso sottoposto a vaglio del Servizio che, nell’eventualità dovessero emergere incongruenze, adotterà i provvedimenti conseguenti.