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Anagni. “Europa” e “Alleanza educativa” al centro dell’attenzione dell’Accademia Bonifaciana e della XVIII edizione del Premio Bonifacio VIII

Grande successo per la cerimonia di apertura della XVIII edizione del premio nazionale ed internazionale Bonifacio VIII, che si è celebrata nei giorni scorsi, nella splendida cornice della Sala della Ragione del Comune di Anagni, gentilmente concessa dall’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Daniele Natalia, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura, indirizzato dal dott. Carlo Marino. L’accoglienza degli ospiti, delle autorità e degli insigniti come ormai da protocollo è avvenuta in piazza Innocenzo III, da parte del Rettore Presidente dell’Accademia Bonifaciana Comm. Dott. Sante De Angelis e del Presidente del Comitato Scientifico monsignor Enrico dal Covolo. Con l’edizione di quest’anno, il Premio Bonifacio VIII è diventato “maggiorenne” e la cerimonia di conferimento è stata inserita nel contesto delle iniziative varate nel corso dell’anno Accademico 2019-2020 inaugurato il 2 novembre dal Presidente della Corte Costituzionale Giorgio Lattanzi, con Giornata di Studio, che “ha affrontato – come ha detto il Rettore Presidente De Angelis – due argomenti di grande attualità come “Europa” e “alleanza educativa” e che sono al centro dell’attenzione pastorale della Chiesa e di cui la Bonifaciana si sente a pieno titolo portatrice”. Infatti, è stato trattato il tema de “La sfida globale e il ruolo dell’Europa” con la presenza eccezionale del Prof. Romano Prodi, già Presidente della Commissione Europea e del Consiglio dei Ministri e “La missione dell’Università in un patto educativo rinnovato” che ha avuto come relatore il chiarissimo Prof. Don Mauro Mantovani, Rettore Magnifico della Pontificia Università Salesiana e Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università ed Istituzioni Pontificie Romane. Il Presidente Prodi, declamando la sua Lectio “a braccio” prima di ricevere il “Bonifacio VIII”, e dopo aver voluto visitare la Basilica Cattedrale con la Cripta di San magno con il Tesoro ed il palazzo Papale, tra l’ altro ha dichiarato: “Il fatto che il nuovo governo si mantenga saldamente legato all’Europa ci garantisce tassi di interesse relativamente bassi, con ovvio beneficio per il bilancio pubblico. Tuttavia le tensioni tra i partiti che compongono la coalizione governativa impediscono di guardare al futuro con quell’atteggiamento positivo che è fondamento di ogni crescita economica. Nella situazione in cui ci troviamo i consumatori sono riluttanti a spendere, gli investitori diventano ancora più prudenti e gli operatori stranieri tendono a ritenere l’Italia un paese ancora più straniero. Eppure penso che a tutto questo vi sia un possibile rimedio. Come spesso capita nei sistemi democratici con una molteplicità di partiti, si è creata nello scorso agosto in Italia una coalizione nuova fra partiti che si erano in precedenza combattuti portando avanti obiettivi fra di loro in contrasto. In questi casi il nuovo matrimonio esige un periodo di fidanzamento durante il quale si deve costruire il faticoso accordo a cui si debbono conformare i futuri modelli di convivenza. A differenza di quanto avvenuto in Germania e in Austria, tutto ciò non è stato possibile da noi, dove i processi di adattamento sono invece avvenuti dopo il matrimonio. Purtroppo, – ha aggiunto il Professor Prodi – invece di dare la priorità ai numerosissimi capitoli nei confronti dei quali vi era un comune sentire, si sono messi sul tavolo, con spirito sostanzialmente masochistico, tutti i problemi nei confronti dei quali si erano verificate le più profonde divergenze.

Il dibattito sul pur importante tema della prescrizione è un esempio quasi scolastico di questo istinto suicida al quale si possono affiancare tanti altri casi. A questo istinto suicida si può  porre rimedio solo cambiando totalmente strategia, con un programma che contenga una o pochissime priorità che possano attrarre in modo appassionato tutte le energie del paese. Di priorità decisive e unificanti per il nostro futuro ne voglio elencare solo tre: scuola, scuola e scuola. Alle quali aggiungere il naturale complemento della ricerca scientifica e delle moderne infrastrutture necessarie per raggiungere il livello dei paesi leader. Quando parlo di scuola – ha sottolineato – intendo dalla materna ai corsi postuniversitari e, quando parlo di priorità, intendo uno sforzo finanziario massiccio. Uno sforzo senza precedenti e un cambiamento nelle gerarchie sociali capace di attribuire agli insegnanti e a tutti coloro che operano nel settore il ruolo e la dignità che essi meritano, ma gravandoli nello stesso tempo degli obblighi che la loro missione comporta. È chiaro che tutto questo costa ed è chiaro che a questo scopo deve essere indirizzata una cospicua parte degli introiti della lotta all’evasione fiscale, oggi finalmente possibile con i nuovi mezzi tecnologici che abbiamo già a disposizione. E rimarranno disponibili anche risorse aggiuntive dedicate alla diminuzione delle imposte, diminuzione resa ora impossibile dai limiti del nostro bilancio pubblico”. Non da meno è stato il Magnifico Rettore Prof. Don Mauro Mantovani della Università Pontificia Salesiana: “Se guardiamo all’Università, esse sono chiamate a intercettare e a raccogliere le sfide odierne e future e a reinterpretare – rimanendo fedeli a se stesse – la propria missione accademica alla luce dei grandi cambiamenti epocali che stiamo vivendo e tenendo conto anche in forma critica delle linee di tendenza che orientano gli sviluppi sociali, culturali, tecnologici ed economici. All’interno del complesso e interconnesso panorama contemporaneo, si possono individuare alcuni scenari globali all’interno dei quali vivono e operano le istituzioni di formazione superiore. I più recenti studi individuano 12 processi di trasformazione a diffusione mondiale e di lungo termine (almeno 25 anni) denominati megatrends, che provocano cambiamenti di paradigma in modo diffuso e relativamente stabile: globalizzazione, connessione permanente (onlife), economia volatile, personalizzazione degli stili di vita, concentrazione urbana della popolazione, nuovi sistemi di mobilità, invecchiamento demografico, consapevolezza ecologica, aumento dei single, attenzione alla salute e al corpo, superamento dei ruoli di genere predeterminati, crescenti disuguaglianze sociali. Questi fenomeni che caratterizzano il nostro mondo, insieme alle tendenze che lo orientano – ha evidenziato il Magnifico Rettore – non sono però solo degli elementi con cui dobbiamo confrontarci continuamente, consapevolmente e criticamente, ma sfidano l’Università proprio nella sua capacità o meno di orientare e guidare il progresso umano, nel contribuire a disegnare il futuro della famiglia umana, proprio perché non dobbiamo solo interpretare il cambiamento ma vogliamo suscitarlo e orientarlo. In occasione del XX anniversario (2019) del Processo di Bologna, e nella prospettiva della versione rinnovata della Magna Charta Universitatum, è interessante come siano stati condivisi alcuni elementi importanti, come la libertà accademica, esercizio del pensiero critico e la cultura scientifica, la cooperazione accademica, le “5c” a proposito dello studente (conoscenza, coscienza, comunità, collaborazione, connessione) l’impegno a suscitare dei leader dello sviluppo sostenibile e dalla società inclusiva (le “3l”: learn, live, lead); il rapporto fondamentale con il mondo del lavoro secondo una visione profondamente antropologica dell’attività umana (si vedano a tale proposito i nn. 35 e 36 di Gaudium et Spes, dove si parla del perfezionamento della persona), la responsabilità sociale (“terza missione” dell’università, e le questioni legate alla digitalizzazione, alla tecnologia e ad un’intelligenza artificiale a misura e a servizio dell’uomo”.

In questo contesto, presieduto da Sua Em. Card. Dominique Mamberti, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, è stata, quindi, inserita la premiazione della XVIII edizione del Bonifacio VIII e che si è contraddistinta dall’alto livello ecclesiale, culturale e sociale, che ormai dal 2003, evidenzia l’evento dell’anno dell’Accademia Bonifaciana. Ospiti ed insigniti d’eccezione, si sono alternati a ritirare, la ormai nota scultura del maestro Egidio Ambrosetti, che raffigura solennemente il profilo del papa anagnino, ideatore del primo anno santo della storia della cristianità, consegnata nel 2003 a San Giovanni Paolo II. Oltre a Sua Eminenza gli ospiti ecclesiali ed insigniti della serata sono stati S.E. Mons. Francesco Oliva, Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace. Per Santa Sede, ancora un insignito di primo livello S.E. Mons. Giuseppe Sciacca, Vescovo titolare di Fondi e Segretario della Segnatura Apostolica. Per la diplomazia S.E. il Signor Farid Elias el-Khazen, ambasciatore del Libano presso la Santa Sede. Per la politica e le Istituzioni sono stati presenti l’On. Gianluca Rizzo, Presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati; l’On. Luca Frusone, Presidente della Delegazione Parlamentare presso l’Assemblea Parlamentare della NATO ed il Sen. Massimo Ruspandini, Membro della 8° Commissione permanente (Lavori pubblici, Comunicazioni) e del Comitato Parlementare Schengen, Europol e immigrazione. Per il dialogo interreligioso Sua Grazia Edmond Brahimaj, Leader religioso islamico e leader mondiale dell’Ordine Bektashi, con il quale il Presidente De Angelis, già si è incontrato nella sua sede di Tirana, durante il suo ultimo viaggio in Albania e che per l’occasione è stata accompagnata dall’Ambasciatore Zef Bushati, Delegato della Bonifaciana per la Repubblica di Albania. Per il sociale la Dott.ssa Alganesc Fessaha, Presidente dell’ONG “Gandhi” con sede a Milano e il Cav. Gr. Cr. Dott. Aldo Poli, Presidente della Fondazione Banca del Monte di Lombardia, per la Giustizia, il Magistrato Dott. Giovanbattista Tona, Consigliere della Corte di Appello di Caltanissetta, già giudice Antimafia; mentre per il mondo militare ricordiamo il Gen. C.A. Giuseppenicola Tota, Comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto; il Contrammiraglio Fabio Agostini, Comandante del Comando Interforze Proiettabile presso il COI Difesa ed il Contrammiraglio Marco Montoneri, Capo Dipartimento Impiego Sottufficiali Graduati e Truppa della Marina Militare Italiana. Per le città italiane, questa edizione ha conferito il Premio Internazionale Bonifacio VIII al Comune di Assisi, alla presenza del Sindaco Ing. Stefania Proietti, che all’inizio della cerimonia, che si tenuta presso la Sala dello Schiaffo del palazzo papale, ha siglato un atto di Amicizia “simbolica” con l’Accademia Bonifaciana, che già due anni fa era stata ospite nella città umbra in occasione del raduno delle città italiane o istituzioni gemellate con Betlemme. Due i premi alla memoria che sono stati ritirati dalla marchesa Adriana Cordero Lanza di Montezemolo, rispettivamente per il papa Col. Giuseppe M.O.V.M. trucidato nelle Fosse Ardeatine e per il fratello il Cardinale Andrea, già Nunzio Apostolico in Italia. Un parterre di grandissimo livello quello dei premiati “internazionali” della Cerimonia inaugurale del Bonifacio di stasera, coordinata come sempre dal Cav. professor Gaetano D’Onofrio, a cui si aggiungono quelli “nazionali”: il Prof. Domenico Borzomati, Primario al Policlinico Universitario Campus Bio Medico di Roma; la Dott.ssa Silvana Rosa Pescosolido, Pediatra di base Asl Roma 3, il Col. Mauro Quarta, Comandante dell’80° Rgt Addestramento Volontari “Roma” di Cassino (FR); l’ Ing. Dott. Roberto Marchioni, Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Alessandria, la Dott.ssa Stefania Marrazzo, 1° Dirigente della Polizia di Stato – Dirigente Ufficio del personale Questura di Milano; il Dott. Giuseppe Di Tommaso, Giornalista Rai de “La Vita in Diretta”; l’Ing. Marco Magnatta, Ufficiale Co. Ing. (ris. Selez.), Esperto sicurezza 1°grado ed il Maestro Davide De Luca, triatleta professionista e coach, campione italiano “Sanda” a Parigi. La serata è stata brillantemente allietata dalla presenza e dall’esibizione dell’ Ensemble Corale della “Regina Anglonensis & Esperia” di Tursi (Matera) diretta dal maestro Francesco Muscolino. Una manifestazione, voluta dall’Accademia Bonifaciana e dal suo infaticabile rettore presidente Sante De Angelis, ricca di cultura ad alto livello ed interprete dell’esortazione di Giovanni Paolo II, come “momento insostituibile e di grande prestigio” per promuovere la città e l’intera provincia di Frosinone, che si è conclusa con una cena di gala a scopo benefico in un noto ristorante della città dei papi.

Fotoservizio di Nino Marcanio e Giancarlo Morini