Puntuale come un orologio svizzero, la storia – oramai – si ripete con una certa frequenza per i lavoratori alla dipendenze delle ditte che, di volta in volta, si aggiudicano la gestione del servizio di trasporto scuolabus degli studenti anagnini; stavolta a lamentare il ritardo dell’accredito dello stipendio sono i 18 dipendenti della società Ago Uno i quali hanno rimarcato pubblicamente il loro stato di malessere per la lentezza del pagamento delle spettanze. “L’ultimo stipendio risale al 19 dicembre dello scorso anno ed è relativo al mese di novembre: con la riscossione dell’ultima fattura saldata dal Comune di Anagni, l’Azienda ha pagato solamente il rateo della 13esima mensilità, pari a una media di 180€ a lavoratore”, spiega Mauro Musa della Fit CISL. Che aggiunge: “una situazione al limite della sostenibilità che pone i lavoratori e le loro famiglie di fronte alla disperazione ed a uno stato di frustrazione ed indebitamento”. La svolta, secondo voci di palazzo, dovrebbe arrivare (il condizionale, però, è obbligo…) già dai primi giorni della prossima settimana, data in cui il Comune di Anagni potrebbe mettere in pagamento un’altra fattura a vantaggio della ditta che gestisce il servizio. “Malgrado le difficoltà oggettive, i dipendenti – con grande senso di responsabilità e spirito di servizio – hanno continuato a svolgere il proprio lavoro senza far trapelare nulla ai cittadini contribuenti – ha aggiunto Musa – adesso, però, sono arrivati al capolinea: la situazione è diventata una vera emergenza”. Il rappresentante sindacale, poi, chiama in causa l’azienda che ha in appalto il servizio: “nei casi, come questo, in cui l’ente tarda a saldare le fatture è e resta comunque responsabilità primaria dell’azienda provvedere alla regolare erogazione degli stipendi ai propri lavoratori: il rischio d’impresa è, infatti, a carico dell’imprenditore che esercita in nome proprio l’attività economica e non deve ricadere sulle spalle dei lavoratori dipendenti”.
Conclude, infine, Musa: “chiediamo a gran voce alle forze politiche che amministrano la città di farsi carico del problema e di risolverlo al più presto, convocando quanto prima un tavolo permanente tra le parti”.