Home Appuntamenti Asse La Forma-Roiate-Zirona Piccola per ricordare la tragedia delle Foibe

Asse La Forma-Roiate-Zirona Piccola per ricordare la tragedia delle Foibe

Ad appena due settimane dalla Giornata della Memoria per le Vittime della Shoah, i bambini delle classi V°A e V°B della scuola primaria di Serrone, sono nuovamente a lavoro, in vista della Giornata del Ricordo per le Foibe (prevista il prossimo 10 febbraio) per contribuire a ricomporre “…una pagina strappata dal grande libro della Storia…”.
Stiamo parlando degli oltre 300.000 italiani trucidati nelle suddette cavità carsiche dalle truppe del generale Tito, per non parlare di tutti gli esuli istriani, fiumani e dalmati, costretti a scappare dalla loro terra – pur di scampare al genocidio in atto – disperdendosi in giro per il mondo.
L’argomento è stato preventivamente inquadrato attraverso la visione guidata del film “Il Cuore nel Pozzo” e dalla realizzazione di rappresentazioni grafico-pittoriche sulle foibe.
Stavolta gli alunni dell’I.C. di Serrone hanno avuto il privilegio di ascoltare il racconto diretto di chi – con quel dolore – continua a farci i conti giorno dopo giorno: Eleonora Scarabello, infatti, è la nipote di Severino Scarabello, maestro di Roiate, di stanza in Dalmazia per insegnare l’italiano agli slavi (come centinaia di altri giovani docenti, provenienti un po’ da tutto lo Stivale), rapito e barbaramente ucciso dai soldati titini.
Un crudele destino che ha prematuramente ed ingiustamente strappato un uomo ai propri affetti più cari, impedendo ad un figlio di poter contare sulla guida di un padre e lasciando una sposa devota in una vana attesa, lunga un’intera esistenza.
Ma la vita va avanti, e così quel bimbetto è diventato dapprima un uomo, grazie all’amore incondizionato di sua madre….poi marito ed a sua volta padre di Eleonora, che ha trascorso la propria infanzia ed adolescenza nel paese natìo del padre e del nonno.
Estate dopo estate, la piccola si nutriva dei racconti familiari e trascorreva tanto tempo in soffitta, rovistando in polverosi bauli; lì ha ritrovato numerose foto e le tante lettere che suo nonno scriveva alla propria compagna di vita.
Ha così deciso di mettersi sulle tracce di quell’uomo mai conosciuto eppure a lei così affine: musicista, poeta, dal forte temperamento…un modo per ricostruire l’ordine degli eventi, restituendone, al padre ed alla nonna, forse la sua più profonda essenza.
Ricerche, sì, ma da dove iniziare? Da una mail che Eleonora ha spedito ad uno storico esperto in materia; ma a noi (n.d.r.) piace pensare che, nella solitudine del suo studiolo, seduta dinanzi al pc, la sua tremante ed inesperta mano – poggiata sul mouse – sia stata
guidata, nella scelta, dal tocco lieve ed affettuoso di un’altra, ben più rassicurante quanto invisibile…
Fatto sta che, settimana dopo settimana, mese dopo mese, sono emersi indizi, formulate le prime ipotesi, suffragati anche dal ritrovamento di verbali e testimonianze, che hanno finalmente gettato luce sul suo triste destino.
Eleonora ha voluto condividere con gli alunni presenti la storia sua e della sua famiglia, arricchendola con la lettura di alcuni stralci di lettere e visionando foto d’epoca raccolte nel libro “Vedessi, Aurelia, che serata! Lettere da Zirona piccola di Severino Scarabello e la scuola italiana a Spalato dal 1941 al 1943”.
I bambini hanno così avuto modo di assistere a scaramucce e progetti di vita di due sposini (fiduciosi in un futuro che sarebbe poi stato loro negato), riflettendo su come siano cambiate le consuetudini sociali, lo stile della lingua scritta e finanche le fisionomie delle persone.
Sono rimasti affascinati dalla capacità del Maestro Severino, di trasmettere, anche solo per lettera, le suggestioni di fronte ad un panorama marino notturno: “Sembrava essere lì con lui…Quasi una scena da film…Immagino la nostalgia che la signora Aurelia deve aver provato nel leggere quelle parole, il rimpianto per non esser lì con lui…”, queste alcune delle osservazioni più ricorrenti.
La consapevolezza, poi, che parte degli eventi narrati si siano svolti a pochi chilometri da casa loro, li ha coinvolti ancor più, spingendoli a porre ad Eleonora diverse domande.


Quesiti ai quali è stata ben lieta di rispondere, porgendo al giovane pubblico un libretto d’opera appartenuto a suo nonno (fine violinista) e lo stesso volume che racchiude le vicende narrate, “…perché solo toccando le singole storie di vita è possibile appassionarsi alla Storia con la “S” maiuscola e comprenderne i reali e più profondi insegnamenti”.
A seguire l’ascolto guidato, ad opera dell’attore e regista, Santo Miceli (ritornato a scuola per l’occasione), di due canzoni di Simone Cristicchi, tratte dal suo spettacolo teatrale “Magazzino 18”, dal nome del deposito – presso il Porto Vecchio di Trieste – in cui sono ancora ammassati tutti gli averi degli esuli, mai più reclamati.
Oggetti che hanno un’anima e che raccontano, a chi sa ascoltare, le vicende degli antichi proprietari.
Una magia che – proprio come la Stella di David nel passato incontro – è stata resa possibile stavolta da un piccolo bagaglio di cartone (posto al centro del circle time), recante l’immagine di Egea, la bimba di 5 anni con la valigia e l’ombrellino, simbolo dell’esodo istriano.
Al termine dell’incontro i bambini hanno ringraziato Eleonora per quanto abbia voluto condividere con loro, con un pensierino che richiama simbolicamente la “rinascita”, accompagnato da un biglietto illustrato con un mazzolino di “Non ti scordar di me…”, perché è proprio continuando a narrare di chi non è più tra noi, che è possibile eternarne il ricordo e dunque la presenza!

articolo a cura della dott.ssa Giovanna Caridei