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Anagni. Due milioni di euro per realizzare dieci posti-auto e deturpare definitivamente ed irrimediabilmente il parco archeologico e paesaggistico di Piscina: le associazioni cittadine insorgono contro l’amministrazione comunale

Salvaguardare e valorizzare il Parco archeologico e paesaggistico di Piscina in linea con il vincolo di tutela “area di notevole interesse pubblico” come da Decreto del Ministro dei Beni Culturali e Ambientali del 4 marzo 1975 ai sensi dell’art. 1 della Lg. 29/06/1939 n. 1497: è stato questo l’oggetto dell’incontro che si è tenuto nei giorni scorsi nella sede dell’associazione culturale “Anagni Viva” tra i responsabili delle varie associazioni cittadine che da tempo si oppongono alla delibera di giunta n. 371 de 19 dicembre 2019 (pubblicata il 28 gennaio 2020) che “sotto l’equivoco titolo”, scrivono le associazioni, di “Riqualificazione dell’Area archeologica degli Arcazzi e valorizzazione del parcheggio Piscina; approvazione del progetto di fattibilità tecnica economica” nasconderebbe “un intervento assolutamente invasivo e rovinoso ignorando il valore storico e paesaggistico dell’area che priverebbe Anagni, tra l’altro, di un potenziale di sviluppo sociale, turistico ed economico ancora mai dovutamente attivato”.
“Il progetto approvato in Giunta – spiegano ancora i responsabili delle associazioni – risulta illustrato con sorprendente parzialità: esso è chiaramente in antitesi con un modello moderno di sviluppo urbano, mirato alla crescita della qualità della vita, infatti cancellerebbe per sempre una storica area verde cittadina e deturperebbe con strutture di ferro e cemento armato la naturale bellezza di un’area archeologica unica nel suo genere”.
Nell’analisi del rapporto costi/benefici derivante dall’esame della suddetta delibera emerge che, oltre ai suddetti costi storico-paesaggistici, un complessivo impegno finanziario di oltre due milioni di euro apporterebbe alla città non più di dieci posti macchina aggiuntivi a quelli attualmente utilizzati dai cittadini.
“Un magro risultato a fronte di un ulteriore indebitamento del comune con Cassa Depositi e Prestiti – commentano i responsabili delle associazioni – che non risolverebbe affatto il bisogno di posti auto aggiuntivi per la città e che finirebbe per precludere realizzazioni alternative di minor impatto ambientale, minor costo economico e, soprattutto, capaci di rispondere alle esigenze della città in un’ottica di rilancio dello sviluppo”.
Aggiungono, infine, le associazioni: “il percorso per una autentica valorizzazione della città deve essere ricercato in una attività dell’amministrazione mirata ad un rapido e progressivo nuovo utilizzo degli edifici pubblici da troppo tempo di fatto abbandonati. Ne citiamo alcuni: l’Auditorium, la Scuola media “G. Vinciguerra”, l’ex Istituto d’Arte che non riesce a diventare un Museo, ed altri ancora. Ad essi va restituito il giusto decoro e una opportuna destinazione per concretizzare con i fatti la ambita valorizzazione della città. Le associazioni culturali invitano il Sindaco a sospendere l’operatività della delibera 371 ed aprire urgentemente la sua amministrazione al pubblico confronto cittadino”.