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Cibo scaduto ed avariato e rivenduto: truffa allo Stato per oltre un milione e 300mila euro. Tutti i dettagli dell’operazione condotta dai Carabinieri di Frosinone

Nelle prime ore di oggi, i Militari dell’Aliquota Operativa del NORM della Compagnia dei Carabinieri di Pontecorvo, congiuntamente ai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone, coordinati dalla Procura della Repubblica di Cassino, hanno proceduto nelle province di Frosinone, Milano e Lecco, all’esecuzione de seguenti provvedimenti cautelari disposti dal competente GIP:

  • arresto di un 44enne e un 22enne di Pontecorvo, sottoponendoli agli arresti domiciliari;
  • sottoposizione di una 45nne del luogo alla misura dell’obbligo della presentazione alla P.G.;
  • sottoposizione del divieto di dimora nel Comune di Pontecorvo con l’obbligo di presentazione alla P.G. di sei soggetti,

Si sta procedendo, inoltre, alla notifica di n. 30 avvisi di conclusione delle indagini preliminari e contestuali informazioni di garanzia sia nei confronti dei destinatari dei provvedimenti cautelari, sia degli altri soggetti emersi nel corso delle attività investigative, in quanto agli stessi sono stati contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata alla frode nell’esercizio del commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine, vendita di prodotti industriali con segni mendaci aggravata, falsità materiale commessa da privato, autoriciclaggio e truffa aggravata.

In particolare, attraverso l’effettuazione di attività tecnica, di perquisizioni locali e personali, nonché il coinvolgimento del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Frosinone, che ha permesso di ricostruire le dinamiche economico-finanziarie dell’attività illecita, si è accertato che il sodalizio, ha provveduto alla contraffazione, sofisticazione e commercializzazione di tonnellate di prodotti alimentari scaduti e o adulterati, nonché a detenere tonnellate di prodotti chimici per uso alimentari provenienti dall’estero, tra cui il biossido di titanio, il cui uso è consentito solo in piccolissime quantità poiché altamente tossico.

La predetta sostanza chimica viene solitamente utilizzata per “sbiancare” i prodotti alimentari ed è frequente il suo utilizzo nell’industria casearia oltre che in quella cosmetica.

L’esame della copiosa documentazione amministrativa e contabile sequestrata, nonché l’esecuzione di mirati accertamenti bancari ha consentito, altresì, di accertare che la predetta organizzazione criminale aveva costituito 14 società, ubicate nel Lazio, nel Nord-Italia ed in Romania, con le quali riusciva a riciclare e a reimpiegare i proventi illeciti oltre all’ottenimento di prestiti bancari attraverso la presentazione di falsa documentazione quantificata in oltre 1.300.000,00 a danno di numerosi istituti di credito ubicati su tutto il territorio nazionale.

Il monitoraggio dei flussi finanziari è il metodo più efficace per individuare i capitali di origine illecita, prevenendo e contrastando forme di riciclaggio in grado di inquinare l’economia legale e di alterare le condizioni di concorrenza.