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Anagni. Quattro ore di seduta di consiglio comunale con polemiche violentissime tra maggioranza e opposizione sul punto riguardante l’analisi di una serie di variazioni di bilancio

il palazzo comunale di Anagni


Una seduta fiume; oltre 4 ore di discussione. Un consiglio comunale durato dalle 9.30 fino quasi alle 14. Con polemiche violentissime, tanto forti da indurre il Presidente del Consiglio Giuseppe De Luca a sospendere per qualche minuto la seduta. È quello che è andato in scena questa mattina, giovedì 12 dicembre, ad Anagni all’interno della Sala della Ragione. Il consiglio era stato convocato con 4 punti all’ordine del giorno (uno, quello sull’approvazione del regolamento della contabilità, poi è stato ritirato). Ed è stato il primo che ha provocato le polemiche più devastanti. Il punto era dedicato all’analisi di una serie di variazioni di bilancio. I consiglieri dell’opposizione, dopo la relazione tecnica, hanno chiesto una serie molto lunga di spiegazioni all’assessore al bilancio Carlo Marino. Tra le altre cose, l’opposizione ha chiesto lumi soprattutto per una variazione relativa ad un finanziamento da circa 500.000 euro da destinare alla sistemazione della frana di Bersò Rio, sulla base di un progetto messo a punto dalla giunta Bassetta. Altre spiegazioni sono state chieste a proposito di 48.000 euro in più entrati nelle casse del comune per un gettito maggiore del previsto dalle multe per divieto di sosta. Le domande della minoranza hanno provocato una lunga risposta polemica da parte dell’assessore Carlo Marino. Che ha attaccato frontalmente tutti gli esponenti dell’opposizione. Toni che hanno provocato una reazione molto dura da parte della minoranza: soprattutto tra Marino e il consigliere di CasaPound Valeriano Tasca i toni sono diventati così pesanti da costringere come detto il Presidente del Consiglio Giuseppe De Luca a sospendere per circa 5 minuti la seduta, in attesa che tutto tornasse alla normalità. Alla fine le variazioni sono passate con i voti della maggioranza, mentre la minoranza, al momento della votazione, ha abbandonato l’aula in segno di protesta. Dovuta al fatto che, su proposta di uno dei consiglieri, Gianluigi Ferretti, era stato proposto il rinvio del punto contestato. Proposta che non è stata accettata, generando appunto l’uscita per protesta. Tra i fuoriusciti dalla sala consiliare anche il consigliere di minoranza Antonio Necci, che aveva inizialmente manifestato la volontà di votare a favore delle variazioni, ma che ha poi cambiato il proprio giudizio decidendo di adeguarsi al resto della minoranza in seguito alle polemiche scatenate durante la discussione. Più tranquilla la discussione sugli altri punti come la discussione sulle misure da attuare per il contrasto alla corruzione ed alla illegalità della pubblica amministrazione. E la ratifica della delibera della variazione urbanistica necessaria per far partire i lavori del depuratore di Ponte Piano. Per quest’ultima vicenda, la delibera presentata è stata modificata in consiglio, inserendo una clausola che subordina la validità della delibera al pagamento di una serie di oneri da parte di Acea. Durante la seduta consiliare il sindaco Natalia, arrivato in ritardo per motivi di lavoro, ha anche fatto il punto sulle vicende che nelle ultime ore lo hanno visto risalire di nuovo agli onori della cronaca per le vicende del caso Urban Waste. In vista dell’udienza preliminare prevista per il prossimo 3 gennaio, Natalia ha ribadito il suo coinvolgimento assolutamente marginale nella questione.