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Segni. Il Consiglio di Istituto decide per il “no” al pasto da casa; genitori costretti a pagare la mensa o a prelevare i propri figli dalla scuola durante il tempo mensa per farli pranzare a casa: “violati i nostri diritti, adiremo le vie legali”

Costo servizio mensa decisamente aumentato e bambini impossibilitati a portarsi il pranzo da casa: molti genitori degli studenti dell’Istituto Comprensivo di Segni non ci stanno e, per protestare (pacificamente) contro la decisione del consiglio d’Istituto sono arrivate a chiedere, tante sono le critiche che esprimono, che il servizio di refezione scolastica continui a funzionare regolarmente ma che sia anche data la possibilità ai loro figli di portarsi il pasto da casa.
Fermo restando il rispetto dovuto ai lavoratori della BioRistoro Italia che si occupa del servizio mensa e nei confronti di coloro che invece scelgono di rimanere a mensa, chiediamo che ci sia concessa la possibilità di permettere ai nostri figli di portarsi il pasto da casa – spiegano i genitori costituitisi in comitato spontaneo attorno alla pagina Facebook di riferimento “Caromensa Segni”.
Nonostante la circolare n. 348 del 3 marzo 2017 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il Miur ha fornito indicazioni relative al consumo a scuola del pasto domestico, diritto questo riconosciuto dai tribunali, primo fra tutti il tribunale di Torino, e da qualche mese anche dal TAR del Lazio, agli studenti verrebbe negato – secondo quanto affermano i genitori – il diritto a scegliere cosa mangiare. “Intendiamo proseguire nella nostra battaglia ed è per questo che siamo in contatto con un legale che ci sta fornendo assistenza e ci sta consigliando sul da farsi”.