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Barriere architettoniche nel cimitero comunale di Ferentino, il consigliere comunale di minoranza Maurizio Berretta (Lega) interroga il primo cittadino Antonio Pompeo

Una interrogazione, cui dovrà fare seguito una risposta “scritta ed urgente”, per chiedere in primis al sindaco di Ferentino Antonio Pompeo di farsi carico del problema legato all’inaccessibilità dovuto alle barriere architettoniche nel cimitero comunale di Ferentino; a protocollarla, questa mattina, lunedì 28 ottobre, il consigliere comunale di minoranza Maurizio Berretta (Lega) che, come spiega ad anagnia.com, con tale atto ha voluto farsi carico del problema di persone diversamente abili che, oltre al dramma famigliare, vivono un disagio emotivo a causa del loro handicap, non potendo recarsi vicino alla tomba dei propri cari.
“E’ opportuno, alla luce di quanto segnalato – spiega Berretta – riportare il civico cimitero dall’attuale stato di trascuratezza ad uno stato di decoro ed ordine, per venire incontro alle istanze della gente che chiede solo rispetto per la memoria dei propri cari scomparsi”.
Aggiunge, poi, Berretta: “per quanto riguarda l’accessibilità,  poiché il cimitero è un’opera di urbanizzazione primaria, come le  strade ad esempio; si può pretendere che siano accessibili i  percorsi principali per arrivare alla sepoltura mediante la  rimozione di tutte le barriere architettoniche, come  previsto  dal DPR n. 503 del 1996, ovvero il regolamento recante norme per  l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici”.
Nel suo ruolo di consigliere comunale, Berretta ha interrogato il primo cittadino per conoscere i motivi per i quali “non si è ancora provveduto all’eliminazione delle barriere architettoniche, così come previsto dalla normativa vigente e come deliberato dal Consiglio comunale; se nell’emergenza della Ricorrenza di Ognissanti, intende dotare il Cimitero delle cosidette “pedane” per l’accesso ai loculi interdetti; quali iniziative intende adottare nell’immediato e nel lungo termine per ovviare a questa carenza, anche di carattere culturale, che preclude ogni sorta di integrazione ed inclusività sociale”.