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Porte aperte agli immigrati nella struttura di via della Sanità, ma l’agibilità non c’è; la nota del vicesindaco di Anagni avv. Vittorio D’Ercole: “chiaro esempio del fallimento della politica dell’accoglienza”

Vicesindaco di Anagni
avv. Vittorio D’Ercole

Si torna a parlare della questione riguardante gli immigrati ospitati da qualche giorno nella struttura di via della Sanità di proprietà dei Padri Vocazionisti e data in comodato alla Diaconia soc. cooperativa; allo stato dei fatti, non risulterebbe esserci alcun certificato di agibilità per gli appartamenti della struttura che, malgrado ciò, sono stati destinati ad alcuni immigrati arrivati in pullman in città nei giorni scorsi. E’ quanto hanno constatato i responsabili dell’ufficio Urbanistica del Comune di Anagni, dopo una richiesta pervenuta dalla Prefettura di Frosinone in cui si chiedeva di sapere se le condizioni igienico-sanitarie dei luoghi fossero adatte ad ospitare gli stranieri, e se erano state fatte tutte le verifiche per garantire la sicurezza dei cittadini.
Malgrado la risposta negativa da parte dall’ufficio comunale, la decisione – dunque – è già stata presa, tanto che già dagli scorsi giorni alcuni richiedenti asilo hanno preso possesso della nuova sistemazione, in virtù della politica di diffusione a piccoli gruppi su tutto il territorio provinciale dei profughi arrivati nella nostra regione.
“Tale decisione – spiega il vicesindaco di Anagni avv. Vittorio D’Ercole (foto a sinistra) – è la chiara e netta testimonianza del poco interesse delle istituzioni nei confronti delle volontà e della sicurezza dei cittadini di Anagni e nei confronti degli stessi immigrati ospitati nella struttura; una decisione presa, tra l’altro, senza tenere conto delle avvertenze degli uffici comunali legate all’agibilità della struttura. La struttura suddetta, allo stato e come riferitoci dal responsabile del settore Urbanistica, è infatti priva del formale certificato di agibilità”.
Lo scorso 7 giugno 2019 è stato eseguito un sopralluogo congiunto con il personale dell’ufficio Tecnico comunale e della Polizia Locale durante il quale è stata riscontrata l’assenza di alcuni requisiti minimi per l’agibilità dei locali. Infatti, nei locali posti al piano terra, è stato rilevato che alcune delle stanze erano completamente invase da muffe e da umidità di risalita, molti degli infissi esterni, – soprattutto nel lato nord – risultavano rotti e pericolanti; in alcune stanze, inoltre, gli infissi avevano i vetri rotti ed infine, in una stanza dell’ultimo piano, l’intonaco era mancante. Anche altri requisiti tecnico-amministrativi risultavano deficitari. A seguito di quanto riscontrato nel sopralluogo, in data 10 giugno scorso, il Comune di Anagni ha emesso preavviso di diniego alla SCIA per agibilità presentata in data 28 maggio 2019. Il procedimento si è concluso in data 20 giugno scorso con la richiesta di ritiro e di archiviazione da parte del tecnico della SCIA in questione.
Infine, in data 20 giugno con prot. 18669 è stata protocollata via PEC una nuova SCIA per agibilità, sostanzialmente identica a quella precedentemente annullata. L’ufficio tecnico, dalla lettura dei documenti presentati, non ravvisava evidenza della definitiva risoluzione dei problemi riscontrati in sede di sopralluogo e quindi provvedeva ad emettere provvedimento di sospensione del titolo edilizio per 60 giorni.
Anche nelle more dei termini di sospensione del provvedimento che scadranno il prossimo 12 novembre, al fine di tutelare la salute ed il benessere dei futuri occupanti, il Comune di Anagni – settore Urbanistica – ha recentemente chiesto alla ASL di Frosinone di effettuare “opportuno sopralluogo mirato a verificare il sussistere delle condizioni di sicurezza, igiene e salubrità dei locali, ai sensi dell’articolo 24 del DPR 380/01, condizioni più volte dichiarate dalla società comodataria e dal tecnico in fase di preparazione della SCIA per agibilità non verificate in sede di sopralluogo”.
“In mancanza di un idoneo provvedimento delle competenti autorità che attesti l’idoneità del fabbricato l’immobile non può e non deve alloggiare persone”, ha affermato – ancora – il vicesindaco Vittorio D’Ercole, esonerando così il Comune da ogni responsabilità per incidenti o infortuni.
“A parte la gravità della sequenza di questi atti, con una struttura che dalla sera alla mattina è diventato centro di accoglienza straordinario – ha aggiunto D’Ercole – siamo davanti ad un chiaro esempio del fallimento di questa politica dell’accoglienza”.
E, ancora: “la parte politica che mi onoro di rappresentare non è contraria all’immigrazione se, ovviamente, è più equa, più efficiente e più sostenibile, come sancito dal decreto Salvini. Del resto la richiesta di un’immigrazione limitata e controllata non è solo un capriccio di Salvini, ma sono gli stessi italiani a chiederla. In tale regolarità devono trovarsi, però, anche le strutture che li ospitano. Condanniamo fermamente l’immigrazione irregolare e il traffico di essere umani e siamo, di contro, rispettosi nei confronti di chi osserva le normative nazionali e comunitarie: la Lega – ha concluso D’Ercole – è solidale con chi soffre, al di là del colore della pelle”.