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Marangoni, storico marchio industriale dell’area di lavoro frusinate, chiude lo stabilimento di Anagni e licenzia tutti i lavoratori; il presidente Vittorio Marangoni: “decisione definitiva ed indilazionabile”

Il sito anagnino della Marangoni chiude definitivamente i battenti; Vittorio Marangoni, presidente della società che ha sede a Rovereto (TN) lo ha comunicato per iscritto agli enti preposti e alle organizzazioni sindacali con una nota in cui viene espressa la volontà di procedere con la risoluzione contrattuale di tutto il personale impiegato, in totale dodici lavoratori a tempo indeterminato e full-time (un impiegato e undici operai).  
“Una decisione definitiva ed indilazionabile – spiega il presidente Vittorio Marangoni – in quanto la società non è più in grado di sostenere costi elevati per il mantenimento del sito”. L’impianto di Anagni è fermo dal mese di luglio 2015 cioè da quando l’Ecopneus – il consorzio che si occupa di raccolta e distruzione di pneumatici fuori uso – comunicò all’azienda l’impossibilità di garantire la continuità nella fornitura di pneumatici fuori uso, elemento imprescindibile per mantenere in funzione un impianto di cogenerazione.
Altresì, fa sapere l’azienda, “mancano ad oggi i rinnovi delle autorizzazioni per la gestione dell’impianto di termodistribuzione di rifiuti speciali non pericolosi inerenti alla rigenerazione di pneumatici fuori uso. L’iter – rimarca Marangoni – è stato avviato dalla società nel marzo 2016 e ad oggi non si è incredibilmente concluso, nonostante vi sia il parere positivo della direzione Risorse Idriche della Regione Lazio. A distanza di circa due anni siamo ancora in attesa di ricevere il previsto provvedimento autorizzativo di riesame dell’AIA. La società da parte sua questi anni ha sostenuto costi considerevoli per preservare sia per la gestione degli impianti che di quella dei lavoratori nell’ottica di un prosieguo dell’attività di termovalorizzazione che sarebbe potuta essere strategica”.
I tempi di attuazione dei programmi di licenziamento collettivo del personale – conclude il presidente di Marangoni Vittorio Marangoni – sono quelli necessari all’esaurimento della procedura prevista dalla normativa vigente: “eventuali attribuzioni patrimoniali diverse da quelle previste dalla vigente legislazione e dalla contrattazione collettiva non sono al momento previste ma potranno essere oggetto di verifica con le organizzazioni sindacali dei lavoratori nel corso degli incontri previsti dalla procedura di cui all’art. 4 della legge 223/1991”.